Ventun anni dopo

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La vasca si riempiva molto lentamente e con molto vapore, Hanna aggiunse anche acqua fredda, come se non fossi stato capace di farlo anche io; stavo seduto su di uno sgabello, senza far nulla come un ospite, i piedi mi facevano molto male, Hanna aprì la finestrina, nel vapore non vedevo neppure i suoi movimenti, che non erano cambiati affatto, proprio per nulla.
“Ho sempre pensato che fossi arrabbiata con me,” dico, “per quella volta.”
Hanna è soltanto sorpresa.
“Perché arrabbiata? Perché non ci siamo sposati?” dice. “Sarebbe stata una disgrazia.”
Mi rise addirittura in faccia.
“Sul serio,” dice, “hai creduto davvero che fossi rimasta arrabbiata per ventun anni di seguito, Walter?”
Il mio bagno era pronto.
“Perché una disgrazia?” chiedo io.

Max Frisch, Homo Faber, Feltrinelli, traduzione di Aloiso Rendi

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