Archive for novembre 2013

Non era vivo quando è iniziato questo secolo

29 novembre 2013

La minuscola frazione di tempo di cui disponiamo mi spaventa, anche se mio padre pare tranquillo al riguardo. Perfino lui, che certe volte mi sembra esserci da che mondo è mondo, in realtà è vissuto su questa terra poco più a lungo di me, rispetto a tutto il tempo che c’è stato da vivere. Anche lui, come me, non ha conosciuto un tempo in cui perlomeno non esistessero le automobili e la luce elettrica. Non era vivo quando è iniziato questo secolo. Lo sarò a malapena io, ma vecchissima, quando finirà. Non mi piace pensarci.

Alice Munro, “Il cowboy della Walker Brothers”, Danza delle ombre felici, Einaudi, traduzione di Susanna Basso

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Non togliermi la mia dose di ironia

27 novembre 2013

«Se mi si presenta un’opportunità per fare dell’ironia…».
«La cogli sempre al volo».
«È la dipendenza peggiore in assoluto» disse Patrick. «Altro che l’eroina. Non esiste impresa più disperata che cercare di abbandonare l’ironia, il bisogno profondo di intendere una cosa e il suo contrario, di essere in due posti nello stesso istante, di sfuggire alla catastrofe dei significati inequivocabili».
«Non farlo!» esclamò Julia. «Ho già abbastanza problemi a mettermi i cerotti alla nicotina quando in realtà ancora fumo. Non togliermi la mia dose di ironia» lo implorò, afferrandolo con teatralità per un braccio. «O almeno, lasciami un briciolo di sarcasmo».
«Il sarcasmo non conta. Implica una sola cosa: disprezzo».
«Sei sempre stato fissato con la qualità» disse Julia. «Ma ad alcuni di noi il sarcasmo piace».

Edward St Aubyn, Lieto fine, Neri Pozza, traduzione di Luca Briasco

La vita per Patrick Melrose

25 novembre 2013

«Stavo pensando che una vita è solo la storia di tutto ciò cui prestiamo attenzione» disse Patrick. «Il resto è paccottiglia».

Edward St Aubyn, Lieto fine, Neri Pozza, traduzione di Luca Briasco

Intervista a Stefano Izzo, editor della narrativa italiana Rizzoli

24 novembre 2013

VITA DA EDITOR

rizzoli-libriStefano Izzo è editor della narrativa italiana Rizzoli e redattore di Granta Italia.

Quale percorso formativo e professionale ti ha portato a diventare editor Rizzoli?
Per entrare in una casa editrice, soprattutto una come la Rizzoli, a volte non basta avere talento, cultura, idee. A volte serve un colpo di fortuna, essere la persona giusta al momento giusto. Nel mio caso il colpo di fortuna si chiama Stefano Magagnoli, che nel 2005 fu casualmente ospite nell’agriturismo dei miei genitori nella campagna senese. All’epoca mi ero da poco laureato e lavoravo in un call center, covando il vago sogno di lavorare “intorno ai libri”, senza avere in verità alcuna consapevolezza di cosa si facesse realmente in una casa editrice. Avevo fatto vari tentativi, ma il massimo che avevo ottenuto era la possibilità di lavorare gratis per 12 mesi presso un editore scolastico: offerta rispedita al mittente. Magagnoli invece era un importante…

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Io sono io

24 novembre 2013

Io sono io.
Sono personale,
soggettiva, intima, singolare,
confessionale.
Tutto quello che mi accade e si ripete
accade a me.
Il paesaggio che descrivo
sono io stessa.
Se vi interessano gli uccelli, gli alberi, i fiumi,
consultate i libri degli esperti.
Io non sono un dato uccello,
un dato albero,
un dato fiume.
Io sono registrata solo
come un Sé.

Io, ovvero Io.

Nina Cassian, da C’è modo e modo di sparire, Adelphi, a cura di Ottavio Fatica

Aria di sfida

24 novembre 2013

Se quello straccione che ha osato sfidarmi sul ring prova a spettinarmi la frangia non lo guardo nemmeno, lo ammazzo e via.

Alban Lefranc, Il ring invisibile, 66thand2nd, traduzione di Daniele Petruccioli

Il tratto vagabondo dell’America che affascinò la Nafisi

23 novembre 2013

Quando ero piccola, a Teheran, il mio professore di inglese mi raccontò la storia del Mago di Oz. Era la prima volta che sentivo parlare dell’America, del Kansas e dei cicloni. Più tardi mi dissero di un fiume che si chiamava Mississippi: Le avventure di Huckleberry Finn era il libro al quale tornavo più spesso negli anni in cui insegnavo inglese nella Repubblica islamica dell’Iran. Per tutto il romanzo Huck e Jim ribaltano completamente il mondo civile e perbenista. Sono sovversivi, ma di buon cuore; si fidano dei propri istinti e delle proprie esperienze. Più leggevo libri americani, più incontravo altri personaggi che sembravano fare qualcosa di simile — l’uomo invisibile di Ralph Ellison, il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald, la Janie di Zora Neale Hurston. Era quello l’aspetto dell’America — il suo tratto vagabondo — che mi attraeva di più. In qualche modo l’America incoraggia una natura girovaga, ed è sicuramente per questo che tanti immigrati qui si sentono a casa: possono essere degli outsider, eppure far parte della comunità. Anni prima di diventare americana facevo già parte di quell’America immaginaria.

Azar Nafisi, Leggere Lolita a Teheran, da Adephiana 1963-2013

Donne-vespe o donne-farfalle?

20 novembre 2013

PIETRO Prima di incontrare te, sono stato sul punto di sposarmi almeno diciotto volte. Mi son sempre tirato indietro. Perché scoprivo in quelle donne qualcosa che mi dava i brividi. Scoprivo, nel profondo del loro spirito, un pungiglione. Erano delle vespe. Quando ho trovato te, che non sei una vespa, ti ho sposato.
GIULIANA Nel tuo modo di dirmi che non sono una vespa c’è qualcosa di offensivo per me. Tu vuoi dire che io sono un animaletto domestico, innocuo, gentile? una farfalla?
PIETRO Ho detto che non sei una vespa. Non ho detto che sei una farfalla. Sei sempre pronta a fare di te stessa qualcosa di grazioso.
GIULIANA Io non trovo graziose le farfalle. Le trovo odiose. Quasi preferisco le vespe. Mi offende che tu pensi che non ho i pungiglioni. È vero, ma mi offende.
PIETRO Ti offende la verità? La verità non deve mai offendere. Se ti offendi alla verità, vuol dire che non sei ancora diventata adulta. Vuol dire che non hai ancora imparato ad accettare te stessa. Ma adesso ti consiglio di alzarti, lavarti, e venire a mangiare. Sarà bell’e cotta la minestra.

Natalia Ginzburg, Ti ho sposato per allegria, Einaudi, Collezione di teatro

Amicizie profonde

18 novembre 2013

I Toscano sono nostri amici da sempre, benché non sia così facile mantenere un’amicizia tra coppie. Voglio dire un’amicizia profonda. In definitiva le uniche relazioni davvero intime tra esseri umani si giocano a due.

Yasmina Reza, Felici i felici, Adelphi, traduzione di Maurizia Balmelli

Novel Ideas [45]: Graphic Novels in the Classroom

17 novembre 2013