Fare l’editor oggi

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[…] Fare l’editor oggi è tante cose. È svegliarsi e allungare una mano verso lo smartphone per scoprire da una email che, mentre dormivi, un thriller dal Canada è stato venduto in mezza Europa, e che se vuoi aggiudicartelo per l’Italia hai forse sei ore per leggerlo e formulare un’offerta, che diventerà più alta ogni minuto che passa. È arrivare in ufficio e trovare ogni mattina un cumulo di dieci dattiloscritti, e scegliere in pochi impietosi minuti quali sono i tre che verranno letti. È decidere fino a che punto puoi sostenere un autore senza «appoggiarlo» a radio o tv, perché talvolta il libro non basta. […] È scegliere per la pubblicazione il momento ideale dell’anno, incastrando decine di variabili, e dover convincere un autore che gli conviene aspettare diciotto mesi, o un altro autore che invece è necessario uscire subito e deve annullare la settimana bianca perché il pdf va mandato in stampa tra dieci giorni. È capire come differenziare i libri affinché ciascuno trovi il suo spazio in un mercato mai così saturo, e prendere decisioni apparentemente irrazionali come fare «un brutto titolo che funziona». […] È trovare un testimonial disposto a dire su una fascetta che il romanzo è bello, bellissimo, anzi di più. È scoprire alle otto di sera che il Grande Autore ha finalmente consegnato il nuovo romanzo e sarebbe carino fargli sapere qualcosa entro domattina. È pensare i libri anche in base alla possibilità di piazzarli bene all’estero, o di venderne i diritti cinematografici. […] È intuire se un libro si può proporre in digitale non come una semplice versione ebook ma come un’esperienza di «lettura aumentata», con contenuti extra che l’amata carta non potrebbe accogliere. È seguire costantemente Twitter nella speranza che là dentro stiano sbocciando le migliori voci di domani, e spiegare a un giovane esordiente che la presenza in Rete è fondamentale per promuoversi. È tenere d’occhio il serbatoio immenso del self-publishing, e augurarsi che l’intuito ti indichi la pepita che potrebbe fare di te l’editor più innovativo del nuovo millennio. È essere raggiungibili sempre e ovunque, non soltanto da capi e colleghi, ma anche da plotoni di sconosciuti con il dattiloscritto in rampa di lancio, perché chiunque oggi può scoprire in pochi clic chi sei, qual è la tua email. […]

Stefano Izzo, “Le mie giornate a inseguire il libro perfetto”, la Lettura del Corriere della Sera, 3 gennaio 2014

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