Le interviste della seconda serata di 8×8 — Andrea Serafini

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Prima

Cosa ti aspetti dalla serata e dalla partecipazione a 8×8?
L’entusiasmo di conoscere nuove persone che amano scrivere, una nota casa editrice e i suoi rappresentanti, un pubblico che giudica. La novità di leggere un mio racconto, di sentirmi leggerlo ad alta voce, di cercare di non corromperlo, perché ogni lettore ha una sua lettura. L’apprezzamento di essere apprezzato ma anche doti da incassatore, a seconda dei giudizi delle due giurie.

Perché hai deciso di partecipare a 8×8?
È un concorso vitale e pieno di opportunità, riconosciuto e amato nel settore. È una vetrina per gli aspiranti scrittori e al tempo stesso l’occasione per conoscere meglio l’ambiente letterario e per farsi conoscere. È lo stimolo a fare di più e a fare meglio.

Dopo

Come è andata?
Iniziativa molto interessante, non facile perché si tratta di mettersi in gioco davanti a pubblico e giuria. Personalmente ero a mio agio e ho approcciato l’esperienza con umiltà e desiderio di apprendere. L’evento è stato interessante perché i consigli dati dalla giuria di qualità a ciascun autore erano preziosi anche per gli altri, e poi per il dinamismo della serata (aperitivo, lettura di ciascun racconto, votazione della giuria di qualità, breve recap di tutti i lavori presentati, votazione del pubblico, cornice culturale del locale, foto, informalità). È stata una piacevole occasione di divertirsi, conoscere e farsi conoscere.

L’esperienza di lettura aggiunge o toglie al tuo racconto?
È interessante. Sicuramente ognuno ha una sua lettura. Il racconto può cambiare anche molto a seconda di chi lo legge. La lettura a voce alta aiuta forse ad avere un approccio critico in più, come se si aumentasse la distanza tra l’autore e il suo prodotto, che deve sedimentare ed essere valutato oggettivamente, senza l’inquinamento di soggettive percezioni di grandezza, affetto o amor proprio.

Giuria di qualità e giuria popolare. Impressioni
Giuria di qualità molto competente. I giudizi, sebbene (giustamente) severi, li ho trovati sempre appropriati e costruttivi. Mi ha fatto piacere confrontarmi con la giuria di qualità per capire i miei errori e identificare gli assi di miglioramento, di cui da qui in poi terrò conto lavorandoci molto sopra. La giuria popolare era invece inevitabilmente influenzata nel giudizio. Alcuni autori avevano un largo seguito di amici e parenti. Forse, personalmente, farei pesare il giudizio di qualità anche più di quanto già pesa (2/3), altrimenti si rischiano sorpassi che possono sembrare ingiusti. Nonostante questo, ci sono state anche molte valutazioni disinteressate, che fanno ancora più piacere.

Vuoi continuare a investire sulla scrittura?
Certo. È una passione. Ma lavoro in un altro settore, tecnico, e il mio lavoro mi piace moltissimo. Cercherò un equilibrio che mi permetta di esprimermi sia in campo scientifico sia in campo artistico (con le debite priorità).

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