Le interviste della seconda serata di 8×8 — Micaela Di Trani

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Prima

Cosa ti aspetti dalla serata e dalla partecipazione a 8×8?
Spero che la serata trascorra in piacevolezza, si svolga senza intoppi e che l’esperienza del confronto con altri autori sia costruttiva e mi spinga a migliorare il mio approccio alla scrittura. Dalla partecipazione al concorso spero di incassare giudizi costruttivi e quanto più positivi possibile, ovviamente, anche se so che non è detto lo saranno.
Con la scrittura si vive spesso in isolamento e si disimpara a vivere le sfide e, più in generale, i confronti con tranquillità. Un’esperienza come quella di 8×8 scardina l’isolamento e costringe e mettersi in gioco senza filtri. Ben venga, quindi.

Perché hai deciso di partecipare a 8×8?
Seguo lo studio Oblique da tempo, dato che lavoro come redattrice editoriale e ho cominciato proprio a Roma, dove l’agenzia è rinomata e conosciuta sin dalla sua fondazione. Oblique è nome noto nel panorama letterario nazionale, così come altrettanto noto è il concorso 8×8. Ho seguito negli anni i contatti tra lo studio e scrittori come Polidoro e Tonon, che ammiro. Tutto ciò ispira una naturale fiducia nell’organizzazione. Infine, la ricetta della mia partecipazione sta in una miscela di ingredienti: stima, fiducia, ammirazione, un’insolita dose di coraggio e il desiderio di scontrarmi con le mie parole.

Dopo

Come è andata?
Mah, così così. Mi sono fatta prendere dall’emozione e la lettura è stata, a mio avviso, compromessa. Poi mi aspettavo commenti di tutt’altro tipo, tant’è vero che ho intuito come sarebbe andata, per quello che mi riguardava, sin da subito, ma del resto il bello di queste iniziative è anche che riservano sorprese inaspettate.  Sono comunque soddisfatta, per quanto mi riguarda, di essere arrivata fino a qui.

L’esperienza di lettura aggiunge o toglie al tuo racconto?
In linea di massima aggiunge, perché il mio è un personaggio dalla caratterizzazione negativa e anche un po’ macchiettistica, e la lettura dovrebbe dargli forza. Non ho costruito una storia classica, piuttosto un piccolo teatrino di tic e ripetizioni, quindi l’operazione di lettura ad alta voce gli avrebbe dovuto dare il giusto carattere. Ma forse avrei dovuto registrarlo a casa e poi esibirmi in playback, perché stasera non è stata proprio la serata giusta per valorizzarlo quanto avrei voluto.

Giuria di qualità e giuria popolare. Impressioni
Credo che la giuria di qualità avesse gusti all’opposto dei miei, e nel dirlo mi baso su alcuni dei giudizi espressi sui racconti degli altri partecipanti, non certo sul mio lavoro, su cui non potrei mai essere realmente obiettiva, essendo una mia creazione. La giuria popolare è una bella idea e funziona perché ragiona guidata da logiche che non sono quelle editoriali e professionali, ma di gusto e coinvolgimento. Però mi sarebbe piaciuto si potesse chiacchierare con il pubblico un po’ di più. Ma il tempo è tiranno, quindi va bene così.

Vuoi continuare a investire sulla scrittura?
Sicuramente, ma forse dovrei anche investire su un personal trainer che mi aiuti a superare la tensione e l’ansia terribile che mi prende in queste occasioni. Per fortuna, però, la scrittura è operazione solitaria e silenziosa, altrimenti sarei spacciata!

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