Le interviste della terza serata di 8×8 — Aldo Germani

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Prima

Cosa ti aspetti dalla serata e dalla partecipazione a 8×8?
Un misto di fifa, adrenalina e soddisfazione per il solo fatto di esserci arrivato. Sono curioso di capire come si esprimerà la giuria tecnica sul mio racconto e a quali apprezzamenti o stroncature andrò incontro. E mi aspetto di incontrare altri esordienti con la stessa ansia e lo stesso stupore addosso.

Perché hai deciso di partecipare a 8×8?
Per curiosità e ambizione. Perché me ne hanno parlato come un concorso serio, dove il livello dei racconti è mediamente alto, e volevo misurarmi con le vostre selezioni per capire quanto vale davvero la mia scrittura. E per avere un ritorno, ora che passerà al vaglio della giuria, anche e soprattutto da degli addetti ai lavori. Sono agli inizi, scrivo da poco, e il confronto diretto con persone competenti è un’occasione rara e molto stimolante. Mi avete scelto, ora sono qui, stiamo a vedere che succede.

Dopo

Come è andata?
Bene, per l’esperienza in sé. Un po’ meno per il verdetto della giuria, perché non è mai facile confrontarsi con un giudizio critico sul proprio lavoro. Ma nel complesso è stata un’avventura positiva, decisamente, compresa la tensione accumulata prima, l’incontro con gli altri autori, i pareri del pubblico presente, il viaggio a Roma.

L’esperienza di lettura aggiunge o toglie al tuo racconto?
Non avevo mai letto un mio racconto ad alta voce e trovo che misurarmi con questa prova sia stata un’occasione importante per imparare qualcosa di nuovo. Ho chiesto a un’amica dei suggerimenti e mi sono esercitato parecchio. Il risultato sembra sia stato apprezzato e credo che un racconto ben letto possa rapire ancora meglio chi lo sta ad ascoltare. Senza il testo davanti, la voce narrante è una guida importante.

Giuria di qualità e giuria popolare. Impressioni
I giudici di qualità hanno mantenuto la loro fama di critici severi e competenti, pur dividendosi i ruoli tra “buoni” e “cattivi”, con votazioni mediamente basse e giudizi schietti e giustamente per nulla accondiscendenti. L’effetto su chi li incassa è quello di smorzare entusiasmi e di far restare con i piedi ben piantati per terra, ridimensionando le velleità da scrittore che tutti i partecipanti hanno. Ma per quanto doloroso, il confronto con gli addetti ai lavori è un passaggio necessario, e le osservazioni che ho ricevuto credo siano sostanzialmente corrette. Il problema è che nella tensione emotiva del momento alcuni commenti sono andati persi e, se posso dare un suggerimento, sarebbe molto utile consegnare a fine serata agli autori una piccola scheda del proprio racconto; pochi appunti, magari, ma sarebbero comunque una traccia importante. Tanto i racconti sono stati già letti, dai giudici, e una chiara idea di quel che diranno se la sono già fatta prima della serata. Quanto alla giuria popolare, due considerazioni. La prima è che ho trovato molto interessante il parere espresso da chi era in sala. C’erano persone competenti e ho apprezzato i giudizi espressi sui racconti da parte di chi era libero di esprimersi senza l’onere di un voto e di un commento “da letterato”. Giudizi di pancia, onesti, sull’onda dell’emozione appena provata o non provata nel sentire il racconto. Lascerei ancora più spazio a questa componente della serata. La seconda invece è una considerazione negativa. Non è possibile consegnare totalmente nelle mani della combriccola degli amici presenti in sala l’intero verdetto della serata, azzerando la valutazione della giuria di qualità. Il mio racconto non avrebbe vinto comunque e non è una critica a quello che invece ha vinto, ma al sistema di votazione in sé. Se volete dare una maggiore serietà ed equità di giudizio al concorso, secondo me è opportuno che sia solo la giuria di qualità a determinare la classifica finale. I presenti, come ho detto prima, hanno un ruolo importante con l’apporto che comunque possono essere chiamati a esprimere al termine di ogni racconto, con il voto che si sentono di dare e con i loro commenti. Ma la buffonata dell’alzata di mano finale la dovete risparmiare ai prossimi partecipanti al concorso, vi prego.

Vuoi continuare a investire sulla scrittura?
Sì, e molto anche. È una dimensione nuova, per me, ma ne sono attratto fortemente. Desidero scrivere e desidero farlo con sempre maggiore consapevolezza. Servono tempo, talento e determinazione per fare uscire una voce. La sto cercando, e il passaggio da 8×8 è stata una tappa importante.

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