Le interviste della terza serata di 8×8 — Jessica Moretti

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Prima

Cosa ti aspetti dalla serata e dalla partecipazione a 8×8?
Una scarica elettrica. Credo che sarà adrenalina pura. Non ho mai condiviso direttamente un mio racconto. Al massimo, ho chiesto di leggere qualcosa, ma si è trattato sempre delle stesse tre persone. Quindi, sommando questo al terrore della lettura in pubblico, credo sarà una grande prova di coraggio. Immagino giudizi duri e critiche, soprattutto per quanto riguarda la giuria di qualità. Ho sempre scritto per me stessa o per affetto; ma credo che sapere apprezzato un proprio lavoro sia una delle cose più belle del mondo. Spero di poterlo fare un giorno. Dunque quanto mi aspetto dalla serata è: vivere una bella esperienza e avere la possibilità di apprendere.

Perché hai deciso di partecipare a 8×8?
Ho deciso di partecipare per mettermi finalmente alla prova. Per potermi confrontare con altre persone e per poter poi ascoltare pareri sinceri e costruttivi. Ho scelto 8×8 perché mi è sembrata una grande occasione per un piccolo passo. Sebbene sia venuta a conoscenza del concorso solamente un anno fa, mi ha colpito da subito l’atmosfera di queste serate e la possibilità di farne parte. E poi adoro Roma.

Dopo

Come è andata?
Nel complesso bene. L’impressione che avevo sull’atmosfera delle serate si è mostrata veritiera. Anzi, molto meglio di quanto immaginassi! Mi sono sentita bene. È un mondo quello della scrittura, dell’editoria, che mi affascina molto. Adoro l’aria che si respira in certi luoghi e con certe persone e 8×8 mi ha dato esattamente questo. Mi è piaciuta l’organizzazione, il locale, la serata e il pre-serata, ma soprattutto mi ha colpito la gentilezza; poi la voglia di divertirsi e far divertire. Se vivessi a Roma parteciperei a tutte le serate per il solo piacere di ascoltare.

L’esperienza di lettura aggiunge o toglie al tuo racconto?
Credo che in generale aggiunga e abbia aggiunto molto, soprattutto per quanto riguarda i racconti più dinamici, dialogati e divertenti. In questi casi l’autore può apportare un grande contributo fornendo la propria interpretazione del racconto, che, per certi versi, sfocia quasi nella “recitazione”.
Certo occorre riuscire nell’intento. Nel mio caso infatti, credo che la lettura abbia tolto. Senza contare il momento in cui le parole se ne sono andate dal foglio.
Credevo mi sarei imbattuta nell’ansia da palcoscenico in una corsa contro gli otto minuti, invece ciò che più ho incontrato è stata la paura di non mantenere viva l’attenzione del pubblico. Una paura che mi ha portato ad accelerare, forse un po’ troppo, la lettura.
Ho creduto che non leggere direttamente un racconto implicasse, per chi si trovava ad ascoltare, l’utilizzo di una concentrazione maggiore. E ancor più nel caso di serate intense come queste. Temevo che la mancanza di dinamismo, nel mio, avrebbe prevalso sul resto, impedendo magari di coglierne il senso. Una storia che più che avanti va indietro. Un flashback: delle due immagini principali, la prima non era altro che un ricordo riflesso dalla seconda. Non so se questo sia arrivato, soprattutto perché quando ho avuto la possibilità di spiegare, ho optato per l’opzione: “scappare” dal palco. Credo che ciascuna lettura abbia trasmesso un’autenticità e un’emozione diversamente non percepibili.

Giuria di qualità e giuria popolare. Impressioni
Ho trovato un ambiente al tempo stesso: professionale e accogliente, e questa è una cosa che ho apprezzato molto. E così anche le presenze numerose e il fatto che, oltre ad amici o familiari dei concorrenti, vi fossero altrettante persone comunque coinvolte e partecipi. Poi, non essendomi mai avvicinata tanto a questo mondo, ascoltare la giuria di qualità per me è stato un vero privilegio. I giudizi, al di là di un proprio gusto personale, sono stati a mio avviso esatti e costruttivi; a seconda dei casi anche divertenti. Sono molto soddisfatta della serata da questo punto di vista.

Vuoi continuare a investire sulla scrittura?
Investire. Bella parola. Credo che nella scrittura non si investano mai solo: tempo, energie e sogni.
Credo ci sia qualcosa di più. Quindi immagino stia tutto nel trovare il giusto compromesso. Comunque sì, mi piacerebbe molto.

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