Le interviste della quinta serata di 8×8 — Chiara Marletta

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Prima

Cosa ti aspetti dalla serata e dalla partecipazione a 8×8?
Mi aspetto tanta ansia, di leggere male almeno una frase e di imparare qualcosa di nuovo.

Perché hai deciso di partecipare a 8×8?
Avevo già partecipato alla quarta edizione ed era stata un’esperienza molto costruttiva. Trovare il coraggio di affrontare un pubblico e ascoltare i suggerimenti dei giudici ha sicuramente modificato il mio modo di percepire la scrittura. 8×8 non dà solo la possibilità di essere ascoltati, ma trasporta il racconto da una dimensione intima a una pubblica. Con questa consapevolezza lo scrittore esordiente rischia di essere meno autoreferenziale. O almeno così spero. Ho deciso di partecipare di nuovo al concorso per capire se sono riuscita ad accogliere i suggerimenti passati. È una sfida che mi fa più paura della lettura pubblica.

Dopo

Come è andata?
Bene, perché mi sono stati dati consigli molto diversi rispetto alla volta precedente e il giudizio sulla narrazione è stato positivo, quindi probabilmente la mia scrittura è in evoluzione. Mi aspettavo che il mio racconto colpisse la giuria per il contenuto e non per la struttura narrativa. Invece è successo esattamente il contrario e i giudizi si sono divisi tra chi ha amato la storia e chi l’ha trovata “furba”. Mi dispiace per coloro che non si sono sentiti coinvolti dal racconto, i temi che lo costituiscono mi sono molto cari e fanno parte della mia esperienza personale. Forse una rielaborazione eccessiva ha reso il testo più freddo di quanto credessi.

L’esperienza di lettura aggiunge o toglie al tuo racconto?
Credo che sia un racconto più adatto alla lettura solitaria, ma con questo non voglio dire che la lettura ad alta voce mi abbia penalizzato. Ho sentito molto la partecipazione del pubblico mentre leggevo.

Giuria di qualità e giuria popolare. Impressioni
Qualcuno del pubblico ha detto che il racconto è legato a tematiche espressamente femminili e per questo motivo si è rivelato poco adatto a una giuria di qualità costituita da soli uomini. Di certo le critiche mi hanno fatto riflettere sulla necessità – o la non necessità – di autrici che parlino della loro esperienza come donne.
Per quel che riguarda la giuria popolare, sono stati espressi di rado giudizi che si discostavano da quelli della giuria di qualità e ciò potrebbe significare armonia nelle scelte tra addetti ai lavori e potenziali lettori. È un buon auspicio per le case editrici in un momento di difficoltà come questo.

Vuoi continuare a investire sulla scrittura?
Certamente. E non per forza sulla mia scrittura: mi piacerebbe entrare a far parte del mondo dell’editoria.

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