Le interviste della quinta serata di 8×8 — Alessandra Piccolo

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Prima

Cosa ti aspetti dalla serata e dalla partecipazione a 8×8?
Mi aspetto una buona dose di ansia, ma anche tanta emozione, giudizi taglienti e spietati che spero mi aiutino a crescere comunque vada. Spero di trasmettere le stesse sensazioni che provo io quando scrivo i miei racconti, anche se non sono abituata a leggere a voce alta in pubblico e questo mi preoccupa un po’ da un lato, dall’altro invece, amando le sfide, mi intriga.

Perché hai deciso di partecipare a 8×8?
Frequento da un po’ di tempo dei gruppi di scrittura e alcuni amici mi hanno parlato di questo concorso. L’ho trovato singolare, diverso dagli altri proprio per questa caratteristica della lettura davanti a pubblico e giuria e la cosa mi ha incuriosito. È un mettersi in gioco in un modo diverso e nuovo. Fisico. È anche un superare la paura del pubblico per me che sono timida e amo stare nascosta. Far conoscere la scrittura attraverso la voce dell’autore è sicuramente originale per un concorso. E io amo tutto ciò che è insolito.

Dopo

Come è andata?
È andata bene, benissimo. Fortissima l’emozione, la condivisione con gli altri sette ragazzi, il pubblico attento, “giudice”. L’ansia quella positiva.

L’esperienza di lettura aggiunge o toglie al tuo racconto?
Sicuramente da un lato aggiunge, anche se l’interpretazione non è stata perfetta e ci lavorerò, toglie forse qualcosa perché otto minuti sono pochi e leggendo di corsa si perdono molti particolari. Ma la sfida è quella… il rischio è che non arrivi, con il calo poi dell’attenzione.

Giuria di qualità e giuria popolare. Impressioni
Giuria di qualità sicuramente utilissima con giudizi molto particolareggiati, tecnici da una parte, umani dall’altra. Diciamo che sia nel mio caso che negli altri mi hanno trovata d’accordo su tutto. Questo servirà a migliorarmi e a riprovarci. Per quanto riguarda la giuria popolare diciamo nulla da dire per i commenti, che ho trovato intelligenti e argomentati, e comunque è sempre utile confrontarsi con il lettore, perché è a lui che ci rivolgiamo, è a lui che il racconto deve arrivare. Avrei qualcosa da dire sull’orario di lettura, perché la sala dopo un tot di ore si svuota e chi viene da fuori può contare di meno su amici locali diciamo, ma questo non tanto per i giudizi ma per il voto per alzata di mano, anche se nel mio caso non mi lamento, su questo apporterei delle modifiche.

Vuoi continuare a investire sulla scrittura?
Certamente sì. Per me scrivere è un’esigenza quotidiana che sento di dover e poter condividere a prescindere poi dalla riuscita.

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