Della caduta dell’altro non frega un cazzo a nessuno

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Inutile dire che mio padre riprese tutto quanto. Eccomi lì, a sbatacchiare realisticamente le braccia, come se cercassi di decollare, un Icaro incapace che scende il pendio saltellando ben lontano dalla volta celeste, mentre una mucca mi guarda, masticando con sublime assenza di interesse, suggerendo che a Dio e alle sue creature innocenti della caduta dell’uomo non fregherà mai un alato cazzo. Poi casco e vado a sbattere contro l’arbusto spinoso, e mio padre, con il gelido aplomb della sua mente registica, mio padre chiude in dissolvenza su di me.

Aleksandar Hemon, Amore e ostacoli, Einaudi, traduzione di Maurizia Balmelli

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