La felicità sta nel duro lavoro

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Dov’è la legge che dice che dovremmo essere felici? Un uomo può essere felice lavorando sodo oppure fallire. Ma il senso di appagamento e la felicità appartengono soltanto ai vegetali che se ne stanno fermi e immobili, mai all’uomo in quanto uomo perché egli è vittima del suo stesso pensiero e della sua stessa fatica. Ora, sull’educazione. Un uomo non può essere educato alla felicità. La migliore cosa che l’educazione può fare per lui è impedirgli di imparare qualcosa sulla storia dell’umanità — cioè la parola stampata — e la parola stampata che dura nei secoli è intrisa di tragedia e disperazione. Quando un uomo impara a leggere impara la tragedia e la disperazione del genere umano a cui appartiene e che egli stesso soffre. […] Lasciate che l’uomo riempia i suoi giorni col duro lavoro e riempirà le sue notti con il sonno. Se fa questo non avrà tempo di oltraggiare la legge morale. Condurrà una vita pura a dispetto di se stesso.

William Faulkner, intervista, tratto da Faulkner, il gioco dell’apprendista, Medusa edizioni, traduzione di Giulia Rossi

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