Archive for novembre 2014

Il trionfo del mio male

30 novembre 2014

Il trionfo del Male era anche il trionfo del mio male. Quella cogliona di mia sorella, quei codardi dei miei genitori, quegli inetti omertosi dei miei concittadini: questo capo feroce e fantasioso non se lo meritavano […]. Sì, va bene tutto, ma io questa infatuazione non la potevo ammettere. Soprattutto con me stessa: io ero la paladina della lealtà e della verità, era per questo che da sempre me ne volevo andare via da Bari, era per questo che in capo a qualche anno avrei fatto brillare in aria la vita della mia famiglia: per sottrarmi all’omertà e al degrado e alla violenza sui bambini e sulle donne, no?

Antonella Lattanzi, Prima che tu mi tradisca, Einaudi Stile libero

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Uno splendore breve o lungo. Char e Staël

29 novembre 2014

La dimora del tempo sospeso

Le soleil, 1952

Giuseppe Zuccarino

Uno splendore breve o lungo. Char e Staël

     L’amicizia fra un poeta come René Char e un pittore come Nicolas de Staël costituisce un fatto significativo per la cultura del secolo scorso, anzi rappresenta, come ha affermato André Chastel, «un culmine, un grande segnale, di cui ci sono pochi equivalenti nella storia vicina e lontana, e che riguarda qualcosa di essenziale per l’arte moderna»(1).

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Domare la nostalgia

28 novembre 2014

Di tanto in tanto hai sentito qualcosa che è difficilmente descrivibile, una nostalgia, ma senza tristezza, senza nessun retrogusto complesso dei tuoi pensieri e ricordi. Una nostalgia del tuo corpo, delle tue energie, dei tuoi sofisticati cicli ormonali che sono andati avanti nel loro corso all’oscuro della distanza che avevi messo tra la tua ponderata scelta e l’istinto. E l’hai domata questa nostalgia, l’hai parata con fierezza e saggezza, ma lo hai dovuto fare ogni santo giorno.

Raffaele Riba, Un giorno per disfare, 66thand2nd

Se vuoi ti dico un’altra cosa

28 novembre 2014

– Fa male?
– Rispondi.
– Passo.
– Dimmi la verità, ti prego Agéi.
– Passo.
– Hai detto «posso»?
– Passo, ho detto passo. Ma se vuoi ti dico un’altra cosa.

Antonella Lattanzi, Prima che tu mi tradisca, Einaudi Stile libero

Grape People and Grain People (Pynchon’s Mason & Dixon)

28 novembre 2014

Biblioklept

Mason, having expected some shambling wild Country Fool, remains amiably puzzl’d before the tidied Dixon here presented,— who, for his own part, having despite talk of Oddity expected but another overdress’d London climber, is amus’d at Mason’s nearly invisible Turn-out, all in Snuffs and Buffs and Grays.

Mason is nodding glumly. “I must seem an Ass.”

“If this is as bad as it gets, why I can abide thah’. As long as the Spirits don’t run out.”

“Nor the Wine.”

“Wine.” Dixon is now the one squinting. Mason wonders what he’s done this time. ” ‘Grape or Grain, but ne’er the Twain,’ as me Great- Uncle George observ’d to me more than once,— ‘Vine with Corn, beware the Morn.’ Of the two sorts of drinking Folk this implies, than’ is, Grape People and Grain People, You will now inform rne of Your membership in the Brotherhood of the, eeh, Grape…?…

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Dinner — Franz Stuck

28 novembre 2014

Giorgio Manganelli. Il parco dei “suoi” ricordi. Con un cameo esclusivo di Amelia Manganelli

28 novembre 2014

La poesia e lo spirito

manga

Mio padre, o, per meglio dire, il Manga, nato per volontà materna a Milano, non ha mai amato questa città. Ci si è sempre sentito prigioniero. La percepiva come “una città in bianco e nero”.
Ma… c’è sempre un “ma”. Dopo anni di permanenza a Roma, città nella quale si è subito sentito “se stesso” ed è riuscito ad uscire dal bozzolo e a diventare il Manga, un po’ di ricordi si affollano nella sua mente e nella sua fantasia.

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Il paese era tutto là

27 novembre 2014

Il paese dormiva, le case silenziose affacciate sul canale della Fossetta, le barche assonnate nell’acqua. Brondolo era tutta lì, in quell’unica via che dalle chiuse del Brenta costeggiava il canale fino alla piazzetta per poi perdersi negli orti. Le strade si chiamavano via Bassa, via del Mare, via dei Monti, via Alta, via del Fiume, via Vecchia, via Nuova, a seconda di dove portavano o di quando erano state costruite. In tutto ci abitavano una trentina di famiglie che si conoscevano bene tra loro, gente perlopiù nata e cresciuta lì, che considerava stranieri i veneziani e marziani tutti gli altri.

Mario Pistacchio e Laura Toffanello, L’estate del cane bambino, 66thand2nd

Baroncelli su De Staël: cos’è una vita se non sai più dipingerla?

26 novembre 2014

Antibes, 16 marzo 1955
Sta nella sera, che scende con il passo di un araldo. Scrive. Al suo mercante, Jacques Dubourg, scrive: “Non ho la forza di finire i miei quadri”. Lascia sul cavalletto l’abbozzo del Concert, musica ferita. Apre la finestra del suo studio e si butta disotto, su quelle mura di pietra in faccia al mare. Cos’è una vita se non sai più dipingerla?

Eugenio Baroncelli su De Staël, tratto da Falene, Sellerio

Non è sufficiente capire qualcuno per aiutarlo

26 novembre 2014

A volte, anche se non sappiamo nulla di una persona, ci sembra di saperne abbastanza da poter dire chi è, in che modo ama, di cosa ha paura e che cosa, alla fine la rovinerà. La “rovina”, come destino presente in nuce, è condizione necessaria alle nostre precognizioni. Infatti sono le persone tragiche a farci vedere, senza svelarle, origine e fine della loro tragicità. Chi è saggio si tiene alla larga da questo genere di individui. Si impara, superata l’adolescenza, che non è sufficiente capire qualcuno per aiutarlo. Anzi, capire è il primo passo per il fallimento, è l’anticamera dell’incubo e della privazione dal bello.

Giulia Villoresi, Chi è felice non si muove, Feltrinelli