Il bisogno di un’azione concertata sul piano culturale

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Milano, 23 marzo 1963

Egregio Dottore,

basta, diciamolo chiaro. Vendere il Calvino [si parla di La giornata di uno scrutatore] è come agitare una bandiera da combattimento, vendere lo Sciascia è come dare spettacolo. Non è una scelta la mia, ma una distinzione.
Io intendo che si combatta.
Dobbiamo fare tutto quanto contro Lui va fatto. Reagire agli sciocchi che hanno scritto, ai molli di reni e di schiena, aggredire il lettore così frastornato, premere sui librai che sono sempre “al carro”. Qualcosa va fatto.
Un libro, quando esce dai torchi dell’editore, quasi cessa automaticamente di dipendere dal suo autore. In questo caso, questo libro investe tutti noi, e per il fatto editoriale specifico, e per il suo contenuto. […]
In tempo di letteratura di consumo, l’altra, si sa, ha vita un po’ peregrina; ma è proprio qui che si inserisce il bisogno di una azione concertata sul piano culturale. […]

suo Cerati

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