Perché nessuno stronca i libri brutti?

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VITA DA EDITOR

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Negli ultimi tre mesi, ogni volta che ho letto una recensione letteraria online o sulla stampa mi sono appuntato se il giudizio espresso fosse positivo, negativo o neutrale; questi gli esiti: 64 pollice recto, 11 pollice verso, 39 non classificabili. Eppure, considerando i libri che leggiamo, le proporzioni sarebbero a dir poco invertite, o sbaglio? Insomma, senza farla lunga, le recensioni sono sempre o fin troppo generose o piuttosto vaghe. Perché?

Certo c’è la tendenza a ritenere, sulla scorta delle classifiche di vendita, che i lettori non sappiano comunque distinguere le pietre preziose dalla paccottiglia e dunque non ci si sforza più di tanto di entrare nel merito dei testi, ma è solo uno dei tanti problemi.

Com’è noto, per quanto riguarda la carta stampata, coloro che dovrebbero essere i critici autorevoli quasi sempre collaborano con qualche editore: se si esprimono favorevolmente su un testo la cortesia gli verrà…

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