La febbre e il limite

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La dimora del tempo sospeso

Ingeborg Bachmann spricht, 1964

Marco Ercolani

La febbre e il limite

Una lezione di Ingeborg Bachmann (1947).

Signore e signori,
sono qui ancora una volta a parlarvi di scrittura. Non di commemorazioni, convegni, centenari, bicentenari, genetliaci, riscoperte postume, ma della scrittura.
E allora comincerò a dirvi la mia verità: ogni scrittura è apocrifa. Ogni scrittore, in quanto opera nel segreto del suo spirito, è apokriphos, segreto, e il suo apprendistato si esercita con una lingua scritta e consumata nei secoli da altri scrittori, vissuti prima di lui e alla ricerca della loro anima. Cosa significa tutto questo? Che lo scrittore, proprio perché è autentico, si abbevera alla fonte da cui altri hanno già bevuto. Non vi sembra straordinario e contraddittorio? Una sincerità dell’anima che si basa su una forma di vampirismo? A me sembra splendido e assoluto. Dirò di più: inevitabile.

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