Federico Fascetti, concorrente 1, 8×8, prima serata, 24 febbraio 2015

by

Federico Fascetti, 8x8, Oblique

Nome: Federico Fascetti
Racconto: Scuola serale

Cosa ti aspetti dalla serata e dalla partecipazione a 8×8?
Mi aspetto di far conoscere il mio racconto, che, anche se breve e piuttosto semplice, racchiude uno spaccato piuttosto sostanzioso degli argomenti su cui mi piace incentrare la mia riflessione di “autore”. Mi aspetto un confronto costruttivo con altre persone che, come me, provano il desiderio di esprimersi, di raccontare un pezzettino del loro mondo interiore tramite la scrittura. Mi aspetto di cogliere l’occasione rappresentata da una giuria di professionisti che, per una sera, è lì apposta per te (meglio: anche per te) ed è disposta a dire quel che pensa, in maniera schietta, diretta, di quello che hai proposto. Mi aspetto di sostenere la responsabilità di un pubblico che, oltre a voler trascorrere una bella serata, spera di tornarsene a casa con impressa nella memoria qualche sensazione positiva. Indipendentemente da come andrà la gara in sé per sé, non potrà che essere un’occasione di crescita.

Perché hai deciso di partecipare a 8×8?
Per me non si tratta della prima partecipazione, bensì della terza. Se poi parliamo di tentativi, allora sono al quarto (ecco… il primo racconto che inviai, in sintesi, non fu selezionato). I motivi alla base della mia decisione di partecipare, comunque, con gli anni sono rimasti sempre gli stessi: voglia di misurarsi, di essere letti, di essere criticati. Nella scrittura, il confronto è fondamentale; l’autoreferenzialità, al contrario, il peggiore dei mali. Conoscevo Oblique Studio già da un po’, ne seguivo e apprezzavo l’attività. Quando ho letto dell’iniziativa di 8×8, l’idea di inviare un mio lavoro è nata spontanea.

Tre libri che hanno aggiunto qualcosa di importante alla tua vita.
Lascio volutamente fuori da questo “elenco” i classici e cito tre titoli che mi hanno inciso, per vari motivi, una tacca nello spirito:

Jay McInerney, Le mille luci di New York;
Olivier Adam, Passare l’inverno;
Raymond Carver, Da dove sto chiamando.

L’elenco è frutto di un’espulsione estemporanea, più che di una ragionata sintesi: di libri che hanno aggiunto qualcosa alla mia vita ce ne sono molti, ma poi avrei contravvenuto alla regola dei 3…

La frase emblematica del tuo racconto:
“Né, d’altro canto, lui si è comportato meglio con te, quando ti ha visto rientrare col tuo carico di borse, valigie e aspirazioni decomposte. Questa situazione è una perfetta sintesi del vostro rapporto: un decoroso affresco del Seicento che nessuno ha mai staccato per trovare il capolavoro rinascimentale nascosto sotto.”

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