Federico Fascetti, dopo la prima serata di 8×8

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federico fascetti, 8x8, 2015

Come è andata?
È andata bene, sono tornato a casa agitato da sensazioni molto positive. I confronti mi stimolano sempre e, al di là delle valutazioni sul mio racconto, la serata mi ha permesso di vivere un’esperienza interessante e di ottenere consigli molto utili su cui basare i miei futuri tentativi. Inoltre, nell’ambito della gara, ho ascoltato un testo davvero molto, molto bello. Magari non è questa la sede consona, ma vorrei ugualmente sfruttarla per fare i complimenti al vincitore: il racconto di Marco Orlandi, Le cose immobili, mi ha colpito, l’ho trovato potente e, negli ovvi limiti della finzione letteraria, sincero.

L’esperienza di lettura aggiunge o toglie al tuo racconto?
Sull’esperienza della lettura, mi permetto di sospendere il giudizio. In linea di massima, e volendo essere “politically correct”, direi che aggiunge, ma non posso negare che la fruizione di un testo “letterario”, nella visione che ho io, è un atto solitario. Insomma, se dovessi assegnare un voto all’esperienza della lettura rapportata a un racconto, propenderei per il canonico, e incerto per eccellenza, 7.

Giuria di qualità e giuria popolare. Impressioni
Riguardo la giuria di qualità, ho avuto impressioni senz’altro positive. Tutti i giurati sono stati molto obiettivi, professionali e diretti. Alcune delle critiche che ho ricevuto, sebbene piuttosto brucianti, sul momento, già a un’ora dalla conclusione della serata hanno cominciato a produrre nella mia testa un piacevole formicolio. Chissà che, nei miei lavori presenti e futuri, non possa trarre spunti decisivi proprio da quelle critiche. Ben diverso è, purtroppo, il mio pensiero sulla “giuria” popolare. Premetto che non sono il tipo dei social network (non ne ho neanche uno, non avrei mai la pazienza necessaria per gestire un profilo), e dunque il concetto stesso di competizione social mi vedeva partire coscientemente svantaggiato. Il problema più evidente, però, è stato a mio parere rappresentato da quanti, presenti alla serata per sostenere questo o quel concorrente, hanno dedicato attenzione, silenzio e rispetto solo al loro favorito, per poi dedicarsi alla confusione quando è stato il turno degli altri. Attenzione: non penso neanche lontanamente che tale comportamento sia stato comune a tutto il pubblico, anzi, ho visto molte persone attente e partecipi indipendentemente da chi si trovava sul palco. Impossibile negare, però, come un certo atteggiamento di “distrazione” sia stato in alcuni casi palpabile – e, inevitabilmente, fastidioso.

Vuoi continuare a investire sulla scrittura?
La scrittura, al pari della lettura, non è una passione dalla quale ci si può disintossicare quando si vuole. È un qualcosa che ti prende e ti cresce dentro, che ti porta a ripensare il tuo modo di guardare alla vita, alle cose, alle cose della vita. Ho in uscita un libro – una raccolta di racconti – per Italic Pequod, e, dunque, sono molto proiettato su questo. Il periodo dovrebbe essere, se tutto va come dovrebbe andare, maggio-giugno. Progetti futuri ce ne sono, quello che devo trovare è il tempo e la fiducia per dedicarmi a essi. Vedremo.

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