Cercavano l’oro

by

Patrick Leigh Fermor

Il sentiero si tuffò in una valletta dove un torrente scaturito dal cuore della montagna precipitava di pozza in pozza e poi percorreva la forra in tutta la sua lunghezza fra un intrico di bassi cespugli.
Un gruppo di zingari, con la loro caratteristica capacità di trasformare in discarica persino un angolo di foresta, si era sistemato nella valle con tende, cani e cavalli in pastoie; ma questa volta il sudiciume era riscattato dalla smodata selvatichezza del loro aspetto. Seduti sui calcagni come gli indiani, di fianco al torrente, sulle prime sembrava che stessero lavando le stoviglie; la cosa era così poco in carattere che guardai meglio. Erano impegnati a immergere larghe ciotole di legno nella corrente convogliata in piccoli canaletti improvvisati con delle assi; impastavano e setacciavano il fango e la ghiaia, strizzavano ed esaminavano certe pelli di pecora gocciolanti che avevano accortamente steso sotto le loro precarie chiuse; ed erano tutti intenti come gheppi a scrutare la loro opera. Mi tornarono in mente certi discorsi di Herr Robert v. Winckler e capii che cosa stavano facendo. Risposero al mio saluto con uno sguardo di momentanea costernazione, ma lasciarono che mi sedessi a osservarli.
Stavano cercando l’oro.

Patrick Leigh Fermor, Fra i boschi e l’acqua, Adelphi, traduzione di Adriana Bottini e Jacopo M. Colucci

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