Archive for settembre 2015

La minaccia e il Pil

30 settembre 2015

diamond, giordano, movimenti di popolazione

«Gli immigrati sono sempre più spesso additati come una delle principali cause del fenomeno criminale e quindi considerati una minaccia per la società […], eppure contribuiscono, spesso in modo considerevole, alla crescita del Pil del paese ospitante […]. Ci si trova quindi davanti a un paradosso: immigrati in gran parte utili ma percepiti come pericolosi. Bisogna chiedersi se il diffuso allarmismo nei confronti del movimento migratorio […] sia davvero giustificato»

Alfonso Giordano, Movimenti di popolazione, Luiss University Press, collana Piccole introduzioni

La presentazione a Roma:

Mercoledì 14 ottobre, ore 18,00 presso la Società Dante Alighieri, piazza Firenze, 27

Intervengono Jared Diamond e Carlo Rognoni.

Il libro cartaceo vince

25 settembre 2015

Secondo l’associazione degli editori americani le vendite di ebook sono crollate del 10,4 per cento rispetto all’anno scorso, è la prima volta dalla loro introduzione sul mercato che si vede un dato così. La situazione americana è condizionata da un fattore specifico, l’aumento dei prezzi degli ebook ottenuto dalle case editrici dopo una lunga guerra con Amazon, che spesso ha reso la versione cartacea delle nuove uscite più conveniente di quella digitale, ma ieri il New York Times ha messo in fila nuovi dati, e ha mostrato l’altro lato della vicenda: mentre gli ebook crollano i libri risorgono. Per certe librerie americane il 2015 è stato l’anno migliore di sempre, tanto che negli ultimi tempi se ne sono aperte a centinaia, e gli editori costruiscono nuovi magazzini in previsione dell’aumento delle vendite. La paura è passata ovunque, visto che per esempio in Regno Unito già all’inizio dell’anno si esultava per la crisi dell’ebook, con il direttore di Waterstone’s, catena britannica, che diceva al Telegraph che le vendite del Kindle a Natale si erano “azzerate”. In Italia i dati dell’Associazione italiana editori dicono che gli ebook crescono (e le vendite di libri sono an cora in calo), ma occupano una quota di mercato così ridicola (3,4 per cento contro più del 20 in America) da non aver mai destato preoccupazione. Certo nessuno si duole per la rinascita dei libri cartacei.

Tratto da: Eugenio Cau, “Il declino degli ebook non è una buona notizia nemmeno per la carta”, Il Foglio, 25 settembre 2015

C’è un unico vantaggio nel fare lo scrittore

23 settembre 2015

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Freddy mi lanciò uno sguardo obliquo, come se volesse dirmi qualcosa. C’è un unico vantaggio nel fare lo scrittore, ed è che la gente, non prendendoti sul serio, spesso ti racconta cose che non direbbe mai ai propri pari.

W. Somerset Maugham, “Il grano straniero”, Una donna di mondo e altri racconti, Adelphi, traduzione di Simona Sollai

Mi chiamo Maria Wyeth

15 settembre 2015

Joan Didion

Nel primo caldo mese dell’autunno successivo all’estate in cui lasciò Carter (l’estate che Carter lasciò lei, l’estate che Carter smise di abitare nella casa di Beverly Hills), Maria percorreva in macchina l’autostrada. Si vestiva ogni mattina con più decisione di quanta ne avesse avuta da un po’ di tempo a quella parte, una gonna di cotone, una maglietta, sandali di cui sbarazzarsi con un calcio quando volesse avvertire il contatto dell’acceleratore, e si vestiva in fretta e furia, passandosi un paio di volte una spazzola tra i capelli e legandoli sulla nuca con un nastro, perché era essenziale che arrivasse sull’autostrada per le dieci (interrompersi era come gettarsi in un indicibile pericolo). Non in un qualche punto dell’Hollywood Boulevard, non lungo il tragitto per l’autostrada, ma proprio in autostrada. Se non ci arrivava perdeva il ritmo della giornata, quel suo slancio precariamente imposto. Una volta arrivata sull’autostrada e riuscita a imboccare una corsia veloce, accendeva la radio a tutto volume e guidava. Percorreva la San Diego fino alla Harbor, la Harbor su su fino alla Hollywood, la Hollywood fino alla Golden State, la Santa Monica, la Santa Ana, la Pasadena, la Ventura. Le percorreva come un battelliere percorre un fiume, ogni giorno più intonato alle sue correnti, ai suoi inganni, e proprio come un battelliere avverte l’impeto delle rapide nel lento scorrere tra veglia e sonno, così Maria giaceva di notte nel silenzio di Beverly Hills e vedeva i grandi cartelli stradali veleggiarle sul capo a cento all’ora.

Joan Didion, Prendila così, Il Saggiatore, traduzione di Adriana Dell’Orto

DFW: E questo è amore?

12 settembre 2015

E questo è amore? È come se fossi stato incatenato a lei. È come se, appena cercavi di andare avanti con la tua vita, il dolore della depressione clinica fosse tornato di nuovo. È come se la depressione clinica fosse la canna della pistola che ti spingeva verso l’altare.[…] qui l’amore non c’entra: c’entra la poca stima di sé e il volersi fare del male e l’accontentarsi di poco, scegliere un coma al posto dei tuoi compagni.

David Foster Wallace, Infinite Jest, edizione Fandango

Adesso scrivo per me, con la mia minuta calligrafia da orefice

10 settembre 2015

Le quattro del mattino. Fine dicembre. Adesso scrivo per me, a mano, con la mia minuta calligrafia da orefice, in questo appartamento appena affittato, semivuoto, mentre dietro ai vetri la neve cade dolcemente su questa Clinton Street in cui ormai non suona più la musica di cui parlava Cohen. Scrivo per me. Non ho nessun altro a cui scrivere. Non ho nessun altro adesso che non c’è Celia. Ho fumato tre sigarette cercando le parole, l’inizio, il la di questa storia che oggi mi racconto, ma dove trovarlo? Come? Come, se non c’è inizio e la fine che ha segnato la mia vita, quella fine di tanti anni fa, è a soli sei giorni da questa notte newyorkese?

Elia Barceló, Il segreto dell’orefice, marcos y marcos

Metafore nuove 

7 settembre 2015

Dentro il cerchio

Nella poesia anglosassone la battaglia è definita “gioco di spade” o “incontro di lance”. Ma nell’antico norreno, e anche, penso, nella poesia celtica, la battaglia è chiamata “tessuto di uomini”. Questo è strano, vero? Perché in un tessuto abbiamo uno schema, un ordito di uomini, un tejido. Immagino che nel Medioevo si creasse in battaglia una spedie di ordito perché c’erano spade e lance dai due lati, qualcosa del genere. Questa, credo, è una nuova metafora; e naturalmente ha in sé un elemento di incubo, non le sembra? L’idea di un tessuto fatto di uomini vivi, di cose vive, e che tuttavia rimane un tessuto, un pezzo di stoffa.

Jorge Luis Borges, da The Paris Review, interviste volume 1, Fandango

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Vuoi sapere cos’è il tempo?

6 settembre 2015

“Vuoi sapere che cos’è il tempo?” Parla a voce così bassa che quasi penso di essermelo immaginato. “Il tempo è il nostro modo per non far succedere le cose all’improvviso.”
Gli rispondo come mi aveva insegnato lui, tanto tempo fa, l’anno in cui la mia voce cambiò. “Vuoi sapere che cos’è il tempo? È solo una dannata cosa dopo l’altra.”

Richard Powers, Il tempo di una canzone, Mondadori, traduzione di Giulio Caraci