Scrivere per la massa e vendere un sacco di copie è un bene, o un danno alla carriera?

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Maugham_caric

Io avevo letto entrambi i libri di Humphrey Carruthers; ritengo faccia parte del mestiere di uno scrittore essere al corrente di ciò che scrivono i suoi contemporanei. Ho una gran voglia di imparare e pensavo che avrei potuto scoprirvi qualcosa di utile, ma rimasi deluso. Amo i racconti che hanno un inizio, una parte centrale e una fine. Mi piace che si arrivi al sodo. Penso che l’atmosfera sia una gran cosa, ma l’atmosfera da sola è come una cornice senza quadro: non ha significato. Ma può darsi che io non abbia riconosciuto i meriti di Humphrey Carruthers a causa dei miei limiti, e se ho descritto senza entusiasmo i suoi due racconti di maggior successo la causa è forse da ricercarsi nella mia vanità ferita: sapevo benissimo, infatti, che Hymphrey Carruthers mi considerava uno scrittore di poco conto. Sono certo che non avesse mai letto una sola parola di ciò che ho scritto; la mia popolarità bastava a convincerlo che non valeva la pena di dedicarmi la sua attenzione. Col clamore che aveva suscitato parve per un attimo condannato alla mia stessa ignominia, ma ben presto fu chiaro che le sue mirabili opere erano troppo complesse per la gente comune. Non si può mai dire quante persone facciano parte dell’intelligencija, ma si può dire con discreta approssimazione quante di loro siano disposte a pagare per sostenere le arti che hanno a cuore. Le commedie troppo raffinate per attrarre i clienti del teatro commerciale possono contare su diecimila spettatori, e i libri che richiedono ai lettori uno sforzo maggiore di quello che ci si aspetta dalla massa vendono milleduecento copie. L’intelligencija, infatti, per quanto sensibile alla bellezza, preferisce andare a teatro a scrocco e prendere i libri dalla biblioteca.
Sono sicuro che tutto questo non angustiasse particolarmente Carruthers. Lui era un artista, e anche un funzionario del ministero degli Esteri. Da scrittore rinomato, il volgo non gli interessava, e anzi, vendere bene avrebbe forse arrecato danno alla sua carriera.

W. Somerset Maugham, “L’elemento umano”, Una donna di mondo e altri racconti, Adelphi, traduzione di Simona Sollai

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