Sensi di colpa

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La prima volta che ho viaggiato da sola sono entrata in un ristorante e ho ordinato una bistecca. Quando è arrivata ho visto che era un blocco di carne cruda tagliata a pezzi e ho provato a mangiarla, ma era troppo al sangue. La mia gola si rifiutava di buttarla giù e alla fine l’ho sputata in un tovagliolo. Nel piatto ne era rimasta ancora molta, temevo che il cameriere si accorgesse che non stavo mangiando e ridesse di me o mi sgridasse.
Me ne sono rimasta lì seduta a guardarla per un bel pezzo, poi ho preso un panino, l’ho svuotato e ce l’ho infilata dentro. Senza farmi notare ho provato a nascondere il panino nella borsetta piccolissima che avevo con me, quindi ho pagato il conto e sono uscita, convinta che mi avrebbero fermata. Ma nessuno l’ha fatto.

Jenny Offill, Sembrava una felicità, NN editore, traduzione di Francesca Novajra

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