Abitudine e indolenza

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A casa, mamma stava tutto il tempo a seguirmi con gli occhi, in silenzio. All’ospizio, i primi giorni, piangeva spesso. Ma era per via dell’abitudine. Dopo qualche mese avrebbe pianto se l’avessi portata via da lì. Sempre per via dell’abitudine. È un po’ per questo che nell’ultimo anno non ci sono andato quasi più. E anche perché mi portava via tutta la domenica – senza contare lo sforzo di andare fino alla fermata, comprare i biglietti e fare due ore di viaggio.

Albert Camus, Lo straniero, Bombiani, traduzione di Sergio Claudio Perroni

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