L’artificio narrativo del presente storico

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Rileggendo il capitolo IV ci accorgiamo che ci siamo un po’ lasciati andare. Non per l’indiscrezione, l’indelicatezza, la protervia di aver tallonato l’architetto Bandiera fin nel più intimo e geloso sacrario dell’igiene personale. No, no: questo va benissimo. Sono squarci di verità che servono a dare la terza dimensione al personaggio. Se abbiamo peccato è stato per via del presente storico. Questo artificio narrativo è sempre di gran comodità per lo scrittore. Gli consente di stare attaccato ai suoi eroi, si scusi la similitudine, come una zecca ad un cane, di osservare e annotare in contemporaneità tutto quello che fanno, «zoomando» anche, si perdoni il neologismo figlio della Decima Musa, su dettagli triviali e scabrosi che vivificano il racconto dandogli il sapore autentico di ascelle che ha la vita vissuta.

Fabrizio Dentice, Egnocus e gli Efferati, Adelphi

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