Il tempo diacronico delle case

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Sono passati tanti anni, disse come se mi leggesse nel pensiero, ma sembra ieri. Entrammo in casa. Non c’erano più tanti mobili come un tempo e il disfacimento del giardino corrispondeva a quello nelle stanze, che ricordavo luminose, e che adesso sembravano inondate da una polvere rossiccia, sospese in un tempo diacronico dove si succedevano scene incomprensibili, tristi, lontane. La mia poltrona, la poltrona dove mi sedevo io, era ancora lì. María Canales seguì la direzione del mio sguardo e la notò. Si sieda, padre, disse, è a casa sua.

Roberto Bolaño, Notturno cileno, Adelphi, traduzione di Ilide Carmignani, foto Walker Evans

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