Archive for giugno 2016

L’organico della Tartaruga

29 giugno 2016

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Rosaria [Guacci] accettò con entusiasmo e in effetti dopo un paio d’anni abbandonò del tutto l’insegnamento, ottenne una baby pensione e si installò in casa editrice come mio alter ego e tuttofare. L’organico della casa editrice eravamo noi due, tranne uno sporadico ufficio stampa impersonato dalla polivalente e fiorentina Silvia Servi e una commercialista lontana che era l’insostituibile Bice Mauri, dedita a vegliare sui nostri instabili bilanci.
Pur continuando ad arrivare in ritardo, Rosaria assolveva varie mansioni con costanza e buon carattere. Per tanti anni abbiamo condiviso tutto, il lavoro, le vacanze, la passione politica, gli amori, più suoi che miei, i successi e le sconfitte.
Abbiamo lavorato molto, litigato molto e insomma ci siamo molto divertite. Comandavo io, ma il rapporto era alla pari.
Ogni tanto la costringevo a pescare qualche manoscritto dal mucchio di quelli che arrivavano senza sosta e a leggerlo per placare i miei rimorsi di fronte a tante fatiche sprecate. E poi intorno aleggiava sempre il fantasma del capolavoro perduto finito nel cestino.

Laura Lepetit, Autobiografia di una femminista distratta, nottetempo

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L’artista secondo Brian Eno

23 giugno 2016

In passato un artista era simile a un architetto: doveva disegnare ogni dettaglio, per dare al mondo un’opera finita. In futuro invece sarà più simile a un giardiniere che pianta dei semi e li lascia crescere. Qui per esempio ci sono i miei fiori e il mio modo di intendere la creazione: un’opera viva. Che inizia a esistere solo quando entra nella mente e negli occhi di un visitatore. Questo per me è il futuro dell’arte.

Brian Eno, intervistato da Alessandra Mammì su D della Repubblica, 16 giugno 2016

Ho sempre solo sognato la libertà

17 giugno 2016

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Abbiamo intervistato Jami Attenberg, autrice dei Middlestein e di Santa Mazie, pubblicati da Giuntina. La trovate qui.

Diciamo che non vado pazza per il mondo esterno

13 giugno 2016

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“E insomma oggi è andata a prendere il caffè.”
Lei lo guarda interrogativa, continuando a masticare.
“Allora ogni tanto esce di casa!”
Lei scoppia a ridere, quasi soffoca per il boccone di traverso. Lui si affretta a riempirle il bicchiere, lei beve d’un fiato e si sblocca, con la risata ancora negli occhi.
“Cos’è, pensava che fossi una specie di monaca di clausura?”
“No, una monaca non direi. Più che altro una che si spaventa a mettere piedi fuori di casa.”
“Diciamo che ultimamente non vado pazza per il mondo esterno, ma questo non significa che me ne stia tappata in casa.”

Sergio Claudio Perroni, Il principio della carezza, La nave di Teseo

E poi succede, il destino

5 giugno 2016

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Al nostro paese erano tutti tipi fuori dal comune e un paio di ragazze erano bellissime. Ce ne furono altre prima e dopo ma è con Eily che creai un sodalizio. Certe volte ti ritrovi in ballo, sei richiesto, sei privilegiato, sei partecipe, e poi succede, il destino, e poi finisce e tu ti ritiri in buon ordine sapendo, ahimè, che tocca a qualcun altro.

Edna O’Brien, “Una donna scandalosa”, Oggetto d’amore, Einaudi Stile libero, traduzione di Giovanna Granato