Céline alle amiche: sul Goncourt, sulla letteratura yoyo, sul Popo

by

lettere.jpg

dodici [novembre 1932]

Cara N.
è tanto tanto gentile ad aspettarmi e verrò certo a trovarla a Vienna verso il 5 o il 10 dic.
Questa recensione del libro mostra vera indipendenza di giudizio. Non conosco l’autore dell’articolo. Ma ci sono anche recensioni che mi coprono d’insulti e minacce. Non ha importanza, sono solo parole. Questi letterati s’eccitano molto con le parole e basta. Sono figli del Vento. Il mio disprezzo della letteratura è grande, N. Per me non è più importante dello yoyo. Io la pratico proprio come fosse uno yoyo. Perché la vita mi è atroce, perché devo pur passare il tempo e perché con lo yoyo vero non so giocare. Per il Goncourt ho scarsissime possibilità. Ne ho qualcuna, ma molto remota. Ci vorrebbe un miracolo. Non per il valore del libro yoyo che vale non meno d’un altro (è un’annata pessima) ma il tono anarchico dello stile può spaventarli molto. Una volta i giurati del Goncourt erano anarchici ma ora sono vecchi, non sono altro che zitellone conservatrici.
Per il resto, non ho molta fortuna in questo periodo della mia vita, ho mille problemi grandi e piccoli che m’assediano. Persone che ho aiutato molto, donne che ho tentato di strappare alla prostituzione e alla miseria mi danno addosso ignobilmente da ogni parte e possono farmi licenziare dal Dispensario! Ah, N.! la cattiveria umana e specie quella femminile in Francia è al suo culmine credo. Sono troppo curioso N., voglio sapere tante di quelle cose che mi caccio continuamente nei guai. Insomma speriamo che le cose si aggiustino. Non sono uno che si tira indietro, ma ci sono giorni in cui la Verità è troppo per me. Non sono abbastanza forte per guardarla in tutto il suo orrore umano e mondiale.
Lei è più tranquilla e molto equilibrata N. Non ha bisogno di rischi atroci per vivere. Io ho vissuto tanto in una tremenda tribolazione e credo d’essermi perversamente assuefatto. Dovrei scordare me stesso per poter scordare. Abbandonarmi su un mucchio di letame da qualche parte in un campo. Non sono più che una specie d’incubo ambulante che non ci tiene più tanto a continuare a vivere. Tutto questo non è molto bello, N. Mi scusi. Lo so che anche lei ha le sue tribolazioni e non è molto gentile da parte mia raccontarle le mie. Non lo farò più. Insomma stamattina mi lascio andare alle confidenze ma mi capita molto raramente. Viva il Popo! alla fine. Lui almeno non dice nulla, non parla, non scrive. S’accontenta di quello che uno gli dà. È il solo amico che ci resta.
Il suo affezionatissimo
Louis

Louis-Ferdinand Céline, Lettere alle amiche, Adelphi, traduzione di Nicola Muschitiello

Annunci

Tag: , , , , ,

Una Risposta to “Céline alle amiche: sul Goncourt, sulla letteratura yoyo, sul Popo”

  1. atlas Says:

    Ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: