Archive for dicembre 2016

Una tavola dopo che si è mangiato

31 dicembre 2016

Il bambino gli diede la buonanotte, ed egli si chinò a baciarlo sul nasetto lentigginoso, e gli disse di sognare la mamma. Così si trovò solo davanti alla tavola, e scoprì per la prima volta che una tavola dopo che si è mangiato ha qualcosa di triste, con tutto quel disordine di briciole e di bucce, i bicchieri mezzi vuoti, i tovaglioli spiegazzati. Decise di uscire.

Natalia Ginzburg, Un’assenza, Einaudi

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Ferruccio Parazzoli e la dittatura del mercato

17 dicembre 2016

Cosa è cambiato da allora? «Avevamo paura di Arnoldo: se per caso un libro cadeva per terra era una tragedia: lui sapeva la fatica che gli era costata trasformare quel libro non in un oggetto, bensì in un valore. Oggi lo scrittore non vale più nulla, se non fa spettacolo non esiste. È la dittatura del mercato, ma gli editori dovranno uscirne.» Come? «Smetterla di puntare di volta in volta sull’autore giovane, sul caso, uscire da questa ipnosi da best seller. Ai miei tempi esisteva il libro di successo, che è una cosa diversa. Comunque…»

da Alberto Riva, Quei mostri sacri del Novecento tra virtù e peccatucci, «il venerdì» di «la Repubblica», 16 dicembre 2016

Illesamente dama

12 dicembre 2016

Ti ho sfidato con una parolaccia,
tu mi hai risposto illesamente dama.

Patrizia Cavalli, “Il cielo”, Poesie (1974-1992), Einaudi

Il dolore con le piume (parola di corvo)

11 dicembre 2016

porter_grief

C’ero una volta io che sono ormai grande e ho
un figlio. E una moglie. E la macchina. Parlo
un po’ come papà.

In macchina attraversiamo le Chilterns, i
Downs, le brughiere, i Broads, cantando
British Holidays for British People. Lo faceva
anche mio papà: ci portava a vedere la Gran
Bretagna. Il Cader Idris, Shingle Street,
Mallyan Spout. Adesso mio figlio,
piccolissimo, grida «cra» quando vede un
corvo perché io, quando vedo un corvo, grido
CRAAAA.

Racconto storie di Corvo, il nostro amico di
famiglia. Mia moglie scrolla la testa. Trova
strambo che io serbi teneri ricordi di vacanze
in famiglia con un corvo immaginario e io le
rammento che avrebbe potuto essere una cosa
come un’altra, che sarebbe potuta andare in un
modo come in un altro, ma ne era uscito
qualcosa di sano, più o meno. Nostra madre ci
manca, vogliamo bene a nostro padre,
salutiamo i corvi con la mano.
Non è poi tanto assurdo.

Max Porter, Il dolore è una cosa con le piume, Guanda, traduzione di Silvia Piraccini

Il mutamento di posizione

11 dicembre 2016

Non c’è nulla, forse, che ci dia una così vivida impressione della realtà di quanto dall’esterno ci circonda come il mutamento di posizione, in rapporto a noi, d’una persona anche insignificante, prima d’averla conosciuta, e dopo.

Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, II, Oscar Mondadori, traduzione di Giovanni Raboni

L’amore mio

4 dicembre 2016

[…] L’amore mio non lo sa come sono triste a stare sempre così
senza l’amore mio

[…] L’amore mio non ha una poltrona molto comoda
Se l’amore mio era mio gliela compravo

[…] L’amore mio l’amore mio quale amore mio?
l’amore mio non c’è
se no certo non mi lascerebbe qui così
mi direbbe almeno qualche parolina
di sicuro allora me lo sono sognata
che bello se l’amore mio c’era invece non c’è

[…] l’amore mio certe volte mi fa piangere così tanto
che non so più come fare
ma dopo quando è passata
appena penso all’amore mio mi viene subito da sorridere

*

l’amore mio l’amore mio l’amore mio non esiste
cioè esiste
ma non è come lo penso io è abbastanza diverso
non che si peggiore ma comunque è un altro
solo che io me lo dimentico
e dopo quando me ne accorgo
ogni volta è una tragedia

*

all’amore mio io voglio tanto bene
tantissimo
lui crede di sapere quanto
invece nemmeno se lo sogna
per esempio io per l’amore mio darei la vita

*

chissà se l’amore mio ci sarà
quando sarò in punto di morte
mi piacerebbe tanto di sì
e che mi stesse vicino vicino
tanto è l’ultima volta
e che mi dicesse delle cose commoventi
per esempio mi dispiace molto che tu muoia

*

l’amore mio se morirà prima lui non creda!
perché anch’ io morirò immediatamente
e così dopo due giorni riceverà una lettera
con dentro l’ultima poesia
e anche con spiegato come sono morta.

Vivian Lamarque, L’amore mio è buonissimo

L’agente letterario come il tennista

2 dicembre 2016

Questo lavoro è come il tennis. Non è importante solo la tecnica e fare punti, bisogna farli nel momento opportuno.

Andrew Wylie