È bello quassù

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Quando la collina si raddolcì, cominciammo a vedere dall’alto le colline, la valle, la pianura di Torino. Non ero mai stata a Superga. Non sapevo che fosse così alto. Certe sere, dai ponti di Po, la si vedeva nera e ingioiellata di una corona di luci, una collana gettata per storto sulle spalle di una bella signora. Ma adesso era mattino, era fresco e c’era un solo d’aprile che riempiva tutto il cielo.
Momina disse: – Non ce la faccio più. – Venne a fermarsi contro un mucchio di ghiaia. Il radiatore fumava. Allora scendemmo e guardammo le colline.
– È bello quassù, – disse Rosetta.
– Il mondo è bello, – disse Momina, venendoci dietro, – se non ci fossimo noi.

Cesare Pavese, Tra donne sole, Einaudi

 

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