Archive for the ‘dagherrotipi’ Category

12 gennaio 2011

Sorprese


Nel 2009 il fotografo John Maloof acquistò casualmente un lotto di 40.000 negativi a una piccola casa d’aste di Chicago.
Quello che scoprì, scansionando il materiale, fu la produzione di Vivian Maier, una fotografa nata in Francia e vissuta per lungo tempo in America. Le immagini in medio formato raccontano la vita di Chicago dai primi anni Cinquanta in poi. Sono fotografie istantanee che non hanno molto da invidiare alla street photography trasgressiva tanto in voga in quel periodo.
John Maloof s’interessò alla vicenda con crescente entusiasmo, ma Vivian Maier morì nell’ aprile del 2009, proprio due settimane dopo la sua scoperta. Le informazioni raccolte sono ancora poche e nascono principalmente dalle testimonianze personali delle famiglie dove Vivian ha lavorato come bambinaia negli anni Sessanta: “She wore a men’s jacket, men’s shoes and a large hat most of the time”.

Da Personalreport.it
 

*

907Vivian Maier, Senza titolo

29 dicembre 2010

Questione di attimi

Un giorno Bresson si reca a far visita al fotografo Cecil Beaton, che non vede da alcuni anni. All’improvviso, nel vivo della conversazione, questi gli dice:
«Mi permetta di farle un ritratto…»
Cartier-Bresson non glielo permette, in compenso però gli chiede l’autorizzazione a fare altrettanto.
«Ah no!», replicò Beaton. «Non vedo per quale motivo dovrei concederle quello che lei mi rifiuta! Do ut des…»
«Pazienza. Mi permetta, però, di dirle che io ho comunque un vantaggio su di lei: ho ancora qui, in testa e negli occhi, gli istanti in cui avrei potuto farle qualche foto».
  
D
a Pierre Assouline, Henri Cartier-Bresson. Biografia di uno sguardo, Photology

23 dicembre 2010

Frenesia

post111_bellavite

Mario Bellavite, Shibuya Crossing, Tokyo 2010

16 dicembre 2010

Le inutili macerie del tuo abisso

post110_Renaud Philippe

Renaud Philippe, Haiti, gennaio 2010

8 dicembre 2010

Sono qui

post109_Levitt

Helen Levitt, Ragazzi, New York 1940

1 dicembre 2010

Parlare è un privilegio

Parlare è così semplice, ma è anche un privilegio. Per questo progetto ho esplorato un universo ignoto: il mondo privato delle lavoratrici del sesso. Le ho fotografate con una Polaroid e ho chiesto loro di esprimere a parole i loro stati d’animo direttamente sui loro scatti.
È stato essenziale per me eliminare ogni frontiera tra “norme” e “margini sociali”, e presentare al pubblico queste donne, queste persone in carne e ossa che hanno accettato di parlare con me.

Benoit Aquin

*

post108_aquinBenoit Aquin, Travailleuses du sexe, Montréal 2004

17 novembre 2010

Un posto al sole

 

post107_Schulke

Flip Schulke, Organized Daily Exercises, Palm Beach, Florida 1975

3 novembre 2010

Infinità di mondi

La fotografia non è pura duplicazione o un cronometro dell'occhio che ferma il mondo fisico, ma è un linguaggio nel quale la differenza fra riproduzione e interpretazione, per quanto sottile, esiste e dà luogo a un'infinità di mondi immaginari.
Luigi Ghirri

 

*
 

post106_GHIRRI

Luigi Ghirri, Ferrara, 1979

27 ottobre 2010

Infinito

post105_DeLuigi

Stefano De Luigi, Yellow, spirali architettoniche, Bilbao, Spagna.

20 ottobre 2010

Alienazione

post104_FreemanHunter Freeman, People