Archive for the ‘oblique’ Category

I lumini in lontananza nella notte

27 ottobre 2016

ghiotti_rondini-per-formiche_cover

Quella notte ebbi una visione. Non c’era piú la nostra casa, e neppure il palazzo, c’era solo la tromba delle scale e io iniziavo a scenderle sempre piú veloce rischiando di inciampare a ogni gradino. Dapprima correvo per scappare da qualcosa, poi mi accorsi di fuggire verso. Verso Anita, ferma al fondo, piccolissima come una bambola e screpolata. Io correvo a
perdifiato e, a ogni piano lasciato alle spalle, ne apparivano due nuovi e l’immagine di lei si allontanava rimpicciolendo, un cammeo bianchissimo e tondo lanciato in un vuoto senza fine. La persi di vista, caddi, mi svegliai zuppo di terrore e vidi fuori dalla finestra tanti lumini in lontananza nella notte, i lumini dei morti che non si spengono neanche col vento e la pioggia perché l’olio alimenta la fiamma.

Giorgio Ghiotti, Rondini per formiche, nottetempo

La prima serata di 8×8 – 2016

16 febbraio 2016

8x8, prima serata 2016, racconti

Ecco a voi gli 8 concorrenti della prima serata di ‪#‎8×8‬ (23 febbraio, Le Mura):

Stefano Felici, Boltzmann;
Anna Lovisolo, La colomba bianca;
Valentina Maìni, Traffico;
Marco Morana, Garage;
Gianluca Wayne Palazzo, La prima onda del mattino;
Olga Paltrinieri, Fratello;
Monica Pezzella, La croce di Sodoma;
Simone Traversa, Se non avesse preso il furgone.

Per leggere i racconti andate qui.

In giuria: Christian Raimo, Giorgio Gianotto, Alessandra Di Pietro, Leonardo Luccone.
Bando, regolamento e faq.

La minaccia e il Pil

30 settembre 2015

diamond, giordano, movimenti di popolazione

«Gli immigrati sono sempre più spesso additati come una delle principali cause del fenomeno criminale e quindi considerati una minaccia per la società […], eppure contribuiscono, spesso in modo considerevole, alla crescita del Pil del paese ospitante […]. Ci si trova quindi davanti a un paradosso: immigrati in gran parte utili ma percepiti come pericolosi. Bisogna chiedersi se il diffuso allarmismo nei confronti del movimento migratorio […] sia davvero giustificato»

Alfonso Giordano, Movimenti di popolazione, Luiss University Press, collana Piccole introduzioni

La presentazione a Roma:

Mercoledì 14 ottobre, ore 18,00 presso la Società Dante Alighieri, piazza Firenze, 27

Intervengono Jared Diamond e Carlo Rognoni.

L’offerta formativa di Oblique Studio

18 agosto 2015

I corsi di Oblique sono progettati per formare tutte le figure professionali che possano operare nel campo editoriale recuperando la tradizione e la componente artigianale propria di questo lavoro. Corsi per redattori, corsi per correttori di bozze, corsi specialistici di grafica editoriale e impaginazione e ebook.

via L’offerta formativa di Oblique Studio.

Tu sei la mia mamma sbriciolata

13 luglio 2015

la luce prima, emanuele tonon, oblique studio

Eri la mia regina. Mi dicevi, prima di andare a dormire, sorridendo: mi ritiro nelle mie stanze. E le tue stanze erano questa piccola cucina e questo piccolo salotto che ti faceva pure da camera da letto. La nostra vita insieme sembrava stesse prendendo il giusto verso. Invece, non era vero niente.

Amore, in questo tempo che ci separa, in questa mia solitudine di orfano, voglio provare a dirti le ultime parole che so. Eri arrivata nel mondo in un paesino della Calabria, un paesino tutto in salita. Dalla cima del monte potevi dominare con lo sguardo la costa tirrenica e quella ionica. Raggiungere la vetta del paesino partendo dalla tua casa era questione di polmoni e di gambe. Chissà come salivi tu quelle stradine, come parlavi con le amiche, come nascondevi la meraviglia del tuo corpicino, come vivevi umiliata da quel mondo di uomini. Io ho imparato quelle strade nelle mie estati di bambino, quando scendevamo dal profondo Nord verso quell’altro mondo che era la Calabria. Eri la prima di cinque figli. Due, te compresa, sono morti. Le sole cose che so di te bambina e adolescente me le hai raccontate a cucchiaini. Io, tuo figlio che ti scrive, di te conosco solo le poche cose che mi hai raccontato vincendo il tuo pudore di donna abituata al silenzio. Le altre cose le ho raccolte, le ho mendicate in giro, ne ho fatto tesoro. Ci sono misteri di te che non potrò mai sapere. Voglio ricomporre il tuo corpo sezionato, svuotato. Tu sei la mia mamma sbriciolata, spezzettata. Posso parlarti solo da questi pezzi di te che hai lasciato in giro per il mondo, tu che faticavi a varcare l’ingresso di questa casa dalla quale sei stata sottratta, improvvisamente. Io ho bisogno di fare memoria di te, di renderti la vita che mi hai dato, almeno così. Posso amarti solo nella ricomposizione di te, nel riempimento di te, lasciandomi andare allo scavo nella memoria, alla ricerca dell’introvabile tra i muri freddi di questa casa dal soffitto basso. Le cose di te, amore, non sono ferme laggiù, dove stai distesa: sono in giro per il mondo, sono in questa casa, scavalcano, precedono, guardano indietro me arrancare, me scavare, me stupito di trovare niente. Lo scavo inutile nella memoria: gli anfratti, i pertugi, i cunicoli. Il tempo obbliga alla distanza, esige l’accettazione dell’assenza, non ammette cedimenti. A me cedono le gambe, mamma, posso ricordarti solo in ginocchio.

Emanuele Tonon, La luce prima, Isbn edizioni

L’Italia a piedi e le cose che emozionano

20 aprile 2015

Pierantozzi, Tutte le strade portano a noi, Laterza

La mia non vuole essere una guida galattica sull’Italia a piedi, ma un caleidoscopio di storie che ti accompagnino lungo un’altra strada – la tua. In fondo qual è il vero rifugio del viaggiatore? La lettura, nient’altro che la lettura.

*

L’amicizia è fatta di orizzonti da travolgere, tanto quanto una strada, che una volta partita non c’è più verso di fermare.

 *

Passo le ore a chiedermi se, per me, la natura non sia qualcosa che conosco troppo a fondo perché riesca ancora a parlarmi. Intanto, ci perdiamo nel bosco. E non la paura, ma anche qui l’indifferenza ha la meglio: il suolo scosceso, molle d’acqua, cosparso di rovi. Sotto i piedi il terreno affonda, ci paralizza, braccia e gambe si impigliano nelle spine. E in tutto questo io rifletto intenzionalmente sulle cose che mi scuotevano l’anima da bambino, sulle cose che mi emozionavano.

Alcide Pierantozzi, Tutte le strade portano a noi, Laterza, Contromano

Come stanno al mondo gli autistici

20 aprile 2015

storia del mio bambino perfetto, marina viola

Tante persone che non hanno a che fare con autistici sono spaventate dal loro modo di stare al mondo, dal loro modo di guardare nel vuoto, di muovere il corpo, dall’apparente indifferenza che mostrano nei confronti di chi gli sta attorno. In un certo senso capisco il disagio, la diffidenza verso ciò che non si conosce.
Manca, senza ombra di dubbio, un’educazione al diverso. A scuola si condivide l’aula, ma poco altro, e da adulti sono ancora meno le opportunità di avere a che fare con disabili in generale. Anche negli anni Cinquanta si era sorpresi se una coppia nera o gay entrava in un ristorante e si sedeva di fianco a noi, ma poi con il tempo ci si è abituati a quella “differenza” e adesso nessuno ci fa più caso.

Marina Viola, Storia del mio bambino perfetto, Rizzoli

Il bisogno di camminare

1 aprile 2015

Pierantozzi, Tutte le strade portano a noi, Laterza

Non ho mai capito se nel mio bisogno di camminare prevalga la curiosità del flâneur, l’urgenza del reporter o, prendendo per buono proprio il «ma cammina!» di nonno e nonna, la semplice voglia di lasciarmi tutto alle spalle. A saperlo quasi certamente non partirei. Dovrò ricordarmene al momento di preparare lo zaino – il fatto di non avere la minima idea del perché lo faccio, e quindi di che avrò bisogno –, casomai mi capitasse di incontrare per strada quanto di meglio possa pararsi dinanzi a uno scrittore: l’imprevedibile.

Ma cammina

31 marzo 2015

Pierantozzi, Tutte le strade portano a noi, Laterza

Ci siamo, ma cammina. È facile che la maggior parte di voi conosca la variante «pedala». Non differisce di significato. Tutt’altro, ma camminare presuppone quantomeno di andare a quel paese senza il supporto della bicicletta. Stando al tono perentorio, nell’invito ad andarvi (ve l’ho detto dove) c’è l’ombra dell’insulto; ma anche, già che ci siete, una spinta a migliorarvi.

Spingersi al di là delle Marche

31 marzo 2015

Pierantozzi, Tutte le strade portano a noi, Laterza

Da solo non mi ero ancora mai spinto di là del fiume e le Marche, così vicine, erano una specie di miraggio. Ero certo che da grande, se avessi combinato qualcosa, sarebbe accaduto oltre quel confine, e di sicuro, parere dei nonni a parte, avrebbe avuto a che fare con i libri.

Alcide Pierantozzi, Tutte le strade portano a noi, Laterza, Contromano