Posts Tagged ‘Amy Hempel’

Mi basta sentire il richiamo della vecchia casa

29 gennaio 2016

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La prima volta che vidi questa spiaggia ero con un uomo che durante il nostro soggiorno si paragonò a Gesù, il suo modo per non considerare quel viaggio una perdita di tempo. La seconda volta mi ci portò qualcun altro. Affittammo per un giorno un cottage davanti alla spiaggia, con molta atmosfera e qualche sedia umida. Gli dissi che era il mio compleanno. Mi lasciò da sola nel cottage e tornò con un pezzo di torta al cioccolato. Non c’erano né piatti né forchette. Mi guardò mangiare la torta. Io dissi: “Cosa c’è, sono coperta di glassa?”. “Ogni giorno della tua vita”, mi rispose, e andò a casa dalla moglie.
La terza volta mangiai quei pancake.
Rimarrò per tutto il tempo necessario. Non chiamerò nessuno della mia lista. Non gli amici di amici che vivono da queste parti, smaniosi di mostrarmi il loro giardino e presentarmi i loro figli. Né visiterò la famosa riserva naturale dove viveva una sterna in via d’estinzione. Perché dovrei conoscere quello che resterà, o che se ne andrà?
Chi cerca balene di peluche e granchi di gomma arancione, magliette e tazze, tovagliette con la mappa della zona, deve andare più su lungo la costa. Qui c’è un negozio che vende solo cartoline. Per me va bene. Non devo andare a caccia di souvenir. Mi basta sentire il richiamo della vecchia casa, che demolisce la nuova.

Amy Hempel, “Il nuovo inquilino”, Ragioni per vivere, Mondadori, traduzione di Silvia Pareschi

Casalinga

4 gennaio 2016

Andava sempre a letto con il marito e con un altro uomo nel corso della stessa giornata, e poi utilizzava il resto della giornata, quel che ne rimaneva, per recitare l’incantesimo: «Film osé, film osé».

Amy Hempel, “Casalinga”, Ragioni per vivere, Mondadori, traduzione di Silvia Pareschi

Scaldare il cuore al prossimo

11 agosto 2015
 “I Weller, con il loro messaggio positivo, volevano scaldare il cuore al prossimo. Ma io non vedevo l’ora di andarmene. I Weller prima erano stati vedovo e vedova.
I Weller, naturalmente, si offrirono di scattarci una foto. Un gesto gentile; c’era da aspettarselo. Gli consegnammo la nostra macchina, e mentre Bing cercava di capire come usarla, corremmo in acqua. Tornammo in superficie, abbracciati, e ci girammo verso i Weller.
Nella foto sembra che debba appoggiarmi per stare in piedi. Non guardo i Weller. Guardo in basso, dove giacciono invisibili le fedi nuziali perdute, che ora hanno preso il colore della sabbia o del mare o della carne.”
Amy Hempel, “Spunta il giorno”, da Ragioni per vivere, Mondadori,  traduzione di Silvia Pareschi