Posts Tagged ‘autismo’

Come stanno al mondo gli autistici

20 aprile 2015

storia del mio bambino perfetto, marina viola

Tante persone che non hanno a che fare con autistici sono spaventate dal loro modo di stare al mondo, dal loro modo di guardare nel vuoto, di muovere il corpo, dall’apparente indifferenza che mostrano nei confronti di chi gli sta attorno. In un certo senso capisco il disagio, la diffidenza verso ciò che non si conosce.
Manca, senza ombra di dubbio, un’educazione al diverso. A scuola si condivide l’aula, ma poco altro, e da adulti sono ancora meno le opportunità di avere a che fare con disabili in generale. Anche negli anni Cinquanta si era sorpresi se una coppia nera o gay entrava in un ristorante e si sedeva di fianco a noi, ma poi con il tempo ci si è abituati a quella “differenza” e adesso nessuno ci fa più caso.

Marina Viola, Storia del mio bambino perfetto, Rizzoli

Luca fa parte di un mondo che non è mio

29 marzo 2015

storia del mio bambino perfetto, marina viola

Adesso sembra una considerazione buttata lì, semplice, quasi ovvia. Invece ci ho messo anni per capirlo, per accettare il fatto che Luca è diverso da me e da tutti quelli che conosco, che Luca fa parte di un mondo che non è il mio. Anche lui, come me, straniero, estraneo a modo suo, un forestiero che, malgrado la sua lunga permanenza, che dura da quasi diciotto anni, fa ancora a capire la lingua, i costumi, le tradizioni, i valori del mio mondo.

Marina Viola, Storia del mio bambino perfetto, Rizzoli

I selfie di Luca

27 marzo 2015

viola_bambinoperfetto_rizzoli_oblique

Da poco ha imparato pure a farle, le foto, e anche i video: rappresentano la prima documentazione della vita di Luca fatta da lui medesimo, raccontano una parte della sua quotidianità lontano da noi. Le immagini ritraggono quasi sempre un pezzo della camicia, una scarpa, oppure il soffitto dell’interno del bus: nulla di eclatante.
Ma a volte sono ritratti del suo viso, “selfie” li chiamano, ed è molto interessante capire la percezione che ha di sé. Spesso sorride, nelle sue foto, e spesso di vede solo una parte della testa, o gli occhiali.

Maria Viola, Storia del mio bambino perfetto, Rizzoli

Le parole che abbiamo insegnato a Luca

25 marzo 2015

storia del mio bambino perfetto, marina viola

A Luca ho insegnato a dire, solo a Emma, “buonanotte” invece che “goodnight”, perché lei da piccola non parlava una parola di inglese. Si abbassa e le bacia la testa: «Buonanotte, sweet dreams» dice, in un modo che capiamo solo noi. Lei gli abbraccia le gambe, e lui, girandosi per tornare alla sua postazione, le ricorda di chiudere la porta: «Shut the door».

Maria Viola, Storia del mio bambino perfetto, Rizzoli

L’umiltà del limite, e dire ciao

24 marzo 2015

storia del mio bambino perfetto, marina viola

Ho toccato con mano l’umiltà del limite, l’orgoglio di raggiungere un risultato, la delicatezza furtiva nel guardare gli altri negli occhi, e la dignità di alzarsi presto ogni mattina, prendere il pulmino, essere guardati in modo strano da tutti, e andare a Crossroads per cercare di imparare a lavarsi i denti, o dire “ciao”, o rispondere a chi ti chiede come ti chiami.

Maria Viola, Storia del mio bambino perfetto, Rizzoli

Non sottovalutare mai i propri figli

24 marzo 2015

storia del mio bambino perfetto, marina viola

Ho pensato a chi si lamenta perché i figli non vanno bene in matematica, a chi non si occupa dei diritti dei disabili perché tanto a loro non cambia niente, a chi dà la salute mentale per scontata, a chi non riesce a vedere la bellezza negli occhi di una persona diversa, a chi non ha idea di cosa ci sia al di fuori della propria cerchia, a chi non è soddisfatto di quello che ha, a chi dice “mongoloide” o “ritardato”, a chi crede che siamo tutti trattati allo stesso modo, a chi pensa che non sia di sua competenza, a chi sottovaluta i propri figli, a chi non sa, o non vuole sapere.

Maria Viola, Storia del mio bambino perfetto, Rizzoli

Gli occhiali di Luca

24 marzo 2015

storia del mio bambino perfetto, marina viola

Questa cosa degli occhiali è una delle costanti della nostra vita con Luca: li perde, li schiaccia, li dimentica. Al ritorno da casa di Claudia, come succede quasi sempre, anche questa volta dopo aver fatto i primi tre chilometri, Sofia si è accorta che luca non li aveva più, e siamo dovuti tornare indietro.
Nel buio, abbiamo visto Claudia che ci aspettava alla porta, con gli occhiali in mano e un’espressione che diceva tutto. Ormai lo conosce bene, questo suo nipote un po’ strano.

Maria Viola, Storia del mio bambino perfetto, Rizzoli

Tu sai cosa significa essere autistici?

18 marzo 2015

storia del mio bambino perfetto, marina viola

«Cosa dici alle amiche che vengono a trovarti se ti chiedono di tuo fratello?».
«Dico che è autistico» mi ha risposto lei.
«Ma loro non sapranno cosa significa. Tu sai cosa significa essere autistici?»
«Sì, che si ascolta sempre la stessa canzone e che si sta in camera davanti all’iPad.»
«Be’, un po’ come Sofia… anche lei ascolta sempre la stessa musica e sta in camera sua davanti al computer…»
«Infatti neanche lei vuole mai giocare con me! Come Luca!»

Marina Viola, Storia del mio bambino perfetto, Rizzoli