Posts Tagged ‘b-polar’

Voi congolesi

11 agosto 2013

«Lo so come siete fatti, voi congolesi di Brazzaville! Siete fissati col culo delle ragazze e, appena ne avvistate uno, perdete la testa! Ragionate con quel coso che vi ritrovate in mezzo alle gambe, voi».
«No, non è come credi tu. Volevo solo scusarmi per prima. Potremmo andarci a bere un bicchiere insieme e—».
«Andarci a bere un bicchiere? E per dirci cosa?».
«Per parlare un po’—».
«E di cosa?».
«Di musica congolese, per esempio».
«Ah sì? E di quale dei due Congo?».
«Di tutti e due, volendo».

Alain Mabanckou, Zitt e muori, 66thand2nd, traduzione di Federica Di Lella e Giuseppe Girimonti Greco

Sei una mia creatura

8 agosto 2013

Ti stavo cercando dalla sera di venerdì 13, perché indirettamente tu sei una mia creatura, ed era mio dovere venirti incontro per tentare di rimettere a posto le cose.

Alain Mabanckou, Zitto e muori, prossimamente per 66thand2nd

Carotaggio francese

26 luglio 2013

È per questo che sono così freddi e malinconici, questi francesi! Guardateli per strada! È uno spettacolo penoso! Vi rendete conto che si vestono di grigio o di nero trecentosessantacinque giorni all’anno, addirittura trecentosessantasei quando l’anno è bisestile? Il verde elettrico invece, amici miei, è il colore della vita, della speranza, dell’ottimismo. E siccome in questo paese la gente non vive, non ha speranza ed è pessimista, è normale che odia questo colore. Tu, col bel fisico che ti ritrovi, non dovresti avere un attimo di esitazione, ragazzo mio! Di che hai paura, di’? Di queste persone che di moda non ci capiscono niente? Io sono strasicuro che tornerai nel mio negozio e mi chiederai vestiti anche di altri colori. E tra parentesi ti informo che ancora non hai visto niente, perché nel magazzino qua sotto ne ho per tutti i gusti, rosa, gialli, rossi, viola! Se non lo prendi vuol dire che sei ancora sotto la dominazione colonialista!

Alain Mabanckou, Zitto e muori

Lei non sa che lui sa

26 marzo 2013

Ti attribuisco crimini inventati, adultèri, un’esistenza orgiastica. (Sto invecchiando). Scrivo le trame di libri che non scrivo. Una donna (diciamo, per convenzione, bionda) davanti a una biblioteca. Non ha un’aria colpevole, benché lo sia. Approfitta delle rare assenze del marito per mettersi alla ricerca dei negativi incriminanti. Lei lo conosce bene e sa che deve aver preferito tenerli a portata di mano piuttosto che affidarli al buio di una cassaforte. Lei lo conosce bene; apre i libri ad uno ad uno. Ma il fatto che lui riorganizzi la biblioteca cambiandoli sistematicamente di posto non la aiuta affatto.
(Lei non sa che lui sa).

Jakuta Alikavazovic, La bionda e il bunker, di prossima pubblicazione per 66thand2nd

Non sta al porco dire che l’ovile è sporco

22 settembre 2012

Non sta al porco dire che l'ovile è sporco di Florent Couao-Zotti
2012
La notte dura un secolo a Cotonou. A caccia dell’assassino di una squillo d’alto bordo e di una valigetta piena di polvere d’angelo ci sono, per scopi diversi, il commissario Santos e l’ispettore Kakanakou; Smaïn detto l’Arabo, un faccendiere arricchitosi chissà come; l’agente di sicurezza Sdk e due femme fatale puttane di professione. La forza di questo romanzo esilarante e pulp sta nello slittamento continuo della storia, che si dipana nel recinto di una Cotonou irrazionale, cortile di un’Africa contemporanea stanca di inghiottire gli scarti dell’Occidente.