Posts Tagged ‘Binyavanga Wainaina’

Una nuova diaspora. Gli scrittori africani

7 gennaio 2014
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Una bella mangiata di carne di porco

3 agosto 2013

Il preside, Karaba, che noi adoriamo, ha comprato dei maiali. Vuole migliorare la nostra alimentazione. Ce lo dice tutte le settimane.
Ahhh, prima o poi ci facciamo una bella mangiata di carne di porco.
Ce lo sogniamo, il porco.
Porco arrosto, porco fritto.
Porco mangiato.
Un giorno alla Mang’u atterrano due studenti grassocci, rosei e gialli. Fratelli. I loro genitori rosei e grassocci hanno una vecchia Mercedes bella grassa. La madre è grassoccia e rosea e gialla. Il padre è grassoccio e giallo. Sembra una sitcom americana sui kenioti ricchi. Vengono nella camerata dei grandi e portano pacchi e pacchi di cibo e grandi sorrisi sudati. Ogni domenica arrivano polli arrosto portati dal loro autista. Pane fresco di forno. Pizza.
I nostri due nuovi benefattori li chiamiamo Maiale e Maialino.
Un giorno, durante l’assemblea d’istituto, Karaba annuncia che entro dicembre avremo la nostra prima mangiata di carne di porco.
Ci brontola lo stomaco.
Una bella mangiata di carne di porco.

Binyavanga Wainaina, Un giorno scriverò di questo posto, 66thand2nd

Risucchiare tutto

16 luglio 2013

Le parole devono circondare l’esperienza, come l’aspirapolvere nuovo di mamma, risucchiando tutto e rendendolo reale.

Binyavanga Wainaina, Un giorno scriverò di questo posto, prossimamente per 66thand2nd

Le parole si allevano dentro

23 maggio 2013

La scienza è più piccola della musica, degli schemi del corpo; i vasti e fiduciosi mondi di suono e corpo si uniscono. Se la mia mente e il mio corpo diventano più veloci, a rimanere indietro è un’ansia crescente di parole.

Binyavanga Wainaina, Un giorno scriverò di questo posto, prossimamente per 66thand2nd

Kimay

1 maggio 2013

Ho un piccolo televisore in bianco e nero nella mia stanza nuova, fuori dal campus. Acceso tutto il giorno. Un appendino di metallo infilato dentro l’antenna spezzata mi aiuta a prendere meglio il segnale. De Klerk si fa indietro, balbettando, tutto kimay e sulla difensiva. Cataste di corpi nello Zululand. Chris Hani è il portavoce arrabbiato della sinistra, amato dai giovani. Lui mette addosso il terrore ai sudafricani bianchi. A loro piace Mbeki, che parla pacato e fuma la pipa. Tra i candidati c’è anche Ramaphosa, per la generazione del dopo Mandela, il quale sta invecchiando.
Nell’ultimo anno, mentre mi allontanavo da tutto e da tutti, mi sono trasferito dal dormitorio del campus in un casottino di una stanza a Southernwood, un sobborgo vicino all’università. Non so cos’è successo. Tutt’a un tratto, ho cominciato a muovermi al rallentatore, ad andare sempre meno a lezione, e ora ho smesso del tutto di uscire dalla mia stanza.

Binyavanga Wainaina, Un giorno scriverò di questo posto

Come non scrivere d’Africa

6 dicembre 2012

Nel titolo, usate sempre le parole “Africa”, “nero”, “safari”. Nel sottotitolo, inserite termini come “Zanzibar”, “masai”, “zulu”, “zambesi”, “Congo”, “Nilo”, “grande”, “cielo”, “ombra”, “tamburi”, “sole” o “antico passato”. Altre parole utili sono “guerriglia”, “senza tempo”, “primordiale” e “tribale”.

Binyavanga Wainaina, Come scrivere d’Africa

Le nuove voci

20 ottobre 2012