Posts Tagged ‘critica letteraria’

Céline: quasi tutti i critici contro di me

26 agosto 2016

[fine luglio 1936]

Cara N.
sono in viaggio per la Finlandia e Mosca. Mi chiedo cosa ne è di lei. Mi piacerebbe tanto avere sue notizie. Mi scriva a Parigi le risponderò subito. Forse passerò da Vienna al mio ritorno. E il bambino? È vicina al parto? M’hanno detto che si trovava in Inghilterra. È vero? Non ho più rivisto Lucienne. Si è innamorata d’un giornalista mi pare… Geloso chiaramente. Credo che lei gli abbia fatto scrivere delle porcherie sul mio nuovo libro… Insomma, ciò che fanno le donne in questi casi. A proposito, ho avuto problemi con Mort à Crédit. Quasi tutti i critici contro di me, e con che violenza! Non l’hanno neanche letto. Ciò che pensano m’è del tutto indifferente, ma le vendite ne hanno risentito. Ne venderò appena 40.000 – e sì che m’aveva dato del filo da torcere! Molto più che il Voyage! Ma tutto questo è vano. Non sto molto bene. Mi sono sentito veramente esausto dopo questo libro terribile. Vado a Mosca a veder di trovare un po’ di soldi.
T’abbraccio forte forte.
Louis

Louis-Ferdinand Céline, Lettere alle amiche, Adelphi, traduzione di Nicola Muschitiello

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Il fiasco dei Malavoglia e il silenzio generale della critica (non è cambiato niente, a parte i libri)

14 dicembre 2015

La-prima-edizione-del-romanzo-I-Malavoglia-1881

I Malavoglia hanno fatto fiasco, fiasco pieno e completo. […] Il peggio è che io non sono convinto del fiasco, e che se dovessi tornare a scrivere quel libro lo farei come l’ho fatto. Ma l’analisi più o meno esatta senza il pepe della scena drammatica non va e, vedi, ci vuole tutta la tenacità della mia convinzione, per non ammannire i manicaretti che piacciono al pubblico per poter ridergli poi in faccia. […] Torelli mi aveva detto che desiderava scriverne nel Corriere: cosa, te lo confesso, che avrei preferito dopo il silenzio generale, perché se io faccio conto del tuo giudizio più di quello di ogni altro, nessuno escluso in Italia, tu hai il gran difetto di essere mio amico, né tutti sanno che ci vogliamo bene, ci stimiamo abbastanza a vicenda per non darci del turibolo nel naso. […] Fortis mi rompe i c… ogni volta che mi vede dicendomi che ha lì sul tavolo il libro, e vuol parlarne lui, come mi disse pure senza farlo per la Vita dei campi, di cui pure mi fece a voce delle lodi che nessuno gli domandava.

Giovanni Verga, lettera a Luigi Capuana, 11 aprile 1881

 

L’ispirazione critica di un lettore di professione

1 gennaio 2015

Nove volte su dieci la lettura di un’opera prima delude gravemente: il che è nell’ordine delle cose, e il tempo perduto a compierla, fra alternative di fiducia e scoraggiamento, è un passivo di gestione, di cui sarebbe meschino lamentarsi; ma per il lettore di professione, essa comporta un altro curioso rischio, che egli ha ragione di temere: essere còlto dalla nausea della parola scritta. […] Egli ha dunque da preservare un minimo di freschezza; giacché per scarso che gli paia il valore di quel che scrive, la qualità anche del suo lavoro, come di quello dei creatori che egli ammira e serve, dipende da uno stato d’animo raro: l’ispirazione critica.

Paolo Milano, Il lettore di professione, Feltrinelli, Milano 1960. Per approfondimenti Leggere per professione, un ritratto di Paolo Milano sul sito di Oblique.