Posts Tagged ‘Diari’

Il lavoro redime

13 gennaio 2018

Il lavoro redime. Il lavoro salva. Preparata una torta di limone e meringa, fatta raffreddare la crema e la sfoglia sul freddo davanzale del bagno, mescolandoci dentro la notte nera e le stelle. Preparata la tavola, le candele, i bicchieri che gettavano scintille di cristallo sulla tovaglia gialla. Rassettato, ripulito con cura i tappetini, lustrato i tavoli di acero e i tavoli scuri. A preparare un pranzo, la gente, mi è tornata l’allegria. Servo a qualcosa.

Sylvia Plath, Diari, 12 gennaio 1958

Atteggiamento verso le cose

1 novembre 2016

Atteggiamento verso le cose: come una madre, non voglio che nessuno dica niente contro T, che dica che è pigro o inetto: so che lavora, e sodo, ma chi guarda da fuori e pensa che scrivere significhi starsene a casa a bere caffè e a gingillarsi non lo vede. Un dramma.

Sylvia Plath, dai Diari, 3 gennaio 1959

Non mi merito i sì

27 giugno 2015

sylvia plath

Stamattina tre poesie rifiutate: da “Paris Review”, “New Yorker” e “Christian Science Monitor”. Con dei commenti, commenti gentili. La cosa importante è spedirle velocemente in giro. Appena penso: ah, queste me le prendono di sicuro, bang. Lunedì 8 giugno ho spedito a Knopf la mia raccolta di poesie The Devil of the Stairs. Come sono impopolare. Ne manderò un po’ a “Nation”. Bene, quest’anno ce l’ho fatta su “Sewanee”, “Partisan”, “Hudson”. E altre due per il “New Yorker”. Al “C.S. Monitor” il mio ultimo saggio, quello su Withens, è piaciuto. Nei prossimi devo metterci la Gente. Gente e fatti. Prossimo invio di poesie a Harcourt, Brace. La storia di Philip Booth con tutti i no delle case editrici. Poi il premio Lamont. Magari posso giocare anche io a questo gioco. […]
Devo scrivere un altro paio di racconti in modo da non essere triste, esageratamente triste, quando quelli già scritti mi tornano indietro dal “New Yorker”, dall’“Atlantic” eccetera. Quante migliaia di scrittori hanno più successo di me. Se non scrivo malgrado questo, malgrado i no, non mi merito i sì.

Sylvia Plath, Diari, mercoledì 10 giugno 1959

Meno di un anno prima

11 febbraio 2014

Venerdì, giorno del funerale, caldissimo e azzurro, con nuvole bianche teatrali che passavano in alto. Ted e io, vestiti di nero e accaldati, siamo passati davanti alla chiesa, abbiamo visto gli uomini in bombetta che uscivano dal cancello su un alto carretto nero con le ruote a raggi. Vanno a prendere il corpo, ci siamo detti; abbiamo lasciato un’ordinazione dal droghiere. L’orribile sensazione di un gran sorriso che ci spuntava incontrollabilmente sulla faccia. Il sollievo: è l’ostaggio per la morte, l’abbiamo scampata per il momento.

Sylvia Plath, Diari, 2 luglio 1962, traduzione di Anna Ravano

Propositi

6 ottobre 2013

Riuscirai a guadagnare scrivendo? Ci sei riuscita, nelle riviste giovanili, ma la concorrenza sulle riviste importanti è formidabile (vedi Mrs Davis). Il Mercato Letterario sembra al contempo più duro ed esteticamente più gratificante.

Non andrò ai corsi estivi di Harvard.

Imparerò a stenografare, a battere a macchina, e scriverò e leggerò, scriverò e leggerò, e parlerò con me stessa di atteggiamenti mentali, vedrò gli Aldrich e i vicini, e sarò gentile, socievole ed espansiva, e dimenticherò questo mio maledetto io egocentrico cercando di imparare a capire che cosa arricchisce la vita e che cosa conta veramente.
(1953)

Sylvia Plath, Diari, I Meridiani (a cura di Anna Ravano)