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A Word a Day #118: Divagare

13 novembre 2012

Treccani: [dal lat. divagari, der. di vagari “andar vagando”, col pref. di(s)-¹] (io divago, tu divaghi, ecc.). – v. intr. (aus. avere) 1. (lett.) [andare qua e là] ≈ errare, gironzolare, girovagare, peregrinare, vagabondare, vagare. 2. (fig.) [allontanarsi da un tema, un argomento e sim. prefissati, con la prep. da o assol.: d. dal soggetto; non d.] ≈ deviare, (non com.) digredire, [con uso assol.] uscire dal seminato. ↔ attenersi (a). v. tr., non com. [liberare la mente da problemi, turbamenti: basta un nonnulla per divagarlo].

Devoto Oli: andar seguendo, nel parlare o nello scrivere, argomenti inopportuni o motivi estranei al fine proposto: d. dal tema; anche assol.: non d.!, rispondi a tono • In senso proprio (solo lett.), andar vagando qua e là: Divagava laggiù, tra il Francesco Sforza e Porta Tosa, stracco, a stomaco vuoto (Gadda). 2. tr. distrarre; rifl., prendersi un po’ di svago. [Dal lat. divagari, comp. di dis-1 e vagari ‘andar vagando’].

A Word a Day #117: Bottinaio e bottino

29 ottobre 2012

Treccani: bottinaio s. m. (f. -a) [der. di bottino]. – Chi è addetto alla vuotatura dei pozzi neri o bottini.
bottino s. m. [der. di botte]. – a. Cavità o fossa murata adibita alla raccolta delle acque sudicie e dei materiali di rifiuto (detta anche pozzo nero o fossa biologica): vuotare il b.; odore di b.; il contenuto stesso (detto anche cessino), usato per concimare. b. Per estens., fogna in genere o talora serbatoio costruito lungo gli acquedotti per la depurazione delle acque.

A Word a Day #116: Bifronte

5 settembre 2012

Treccani: agg. [dal lat. bifronsontis, comp. di bi– «due» e frons «fronte»], letter. – 1. Che ha due fronti, due facce: un’erma b.; di solito come appellativo di Giano, antica divinità romana il cui compito sarebbe stato quello di presiedere ai passaggi, in senso ampio (dal suo nome deriverebbe infatti sia quello della porta, lat. ianua, sia quello del mese di gennaio, lat. Ianuarius), e a tale funzione sarebbe connessa la raffigurazione tradizionale del dio con due facce opposte. Fig., bifronte, o anche Giano b., di persona che parla in un modo e agisce in un altro, quindi doppia, ambigua, sleale.
2. Versi b., versi, di cui lasciarono esempî i Greci e i Romani, che, letti a rovescio, lettera per lettera, riproducevano sé stessi; furono detti anche palindromi o anaciclici o cancrini (dal lat. cancer, il gambero) o sotadici, dal poeta greco Sotade, che si diceva fosse stato il primo a farne. È famoso il verso latino (di tradizione scolastica) ispirato dalle falene: in girum imus nocte et consumimur igni; e noto anche quello, che si trova in antiche iscrizioni latine: Roma tibi subito motibus ibit amor.
3. In enigmistica, bifronte (s. m.) o palindromo, gioco consistente appunto in una parola che letta a rovescio riproduce sé stessa o forma una parola di diverso significato; esempî: anilina; ossesso; enoteca = acetone; egida = Adige. Se da una parola si ottiene una frase si ha il b. a frase: animale = è la mina; attorniare = era in rotta; se da una frase si ottiene la stessa o un’altra frase si ha la frase bifronte: è presa la serpe. Se il rovesciamento di una parola o di una frase avviene sillaba per sillaba, si ha il b. sillabico: co-mi-co; ca-ni-co-la = la-co-ni-ca; so-na-to-ri ve-ri = ri-ve-ri-to na-so.