Posts Tagged ‘Etgar Keret’

Come odio questi attacchi terroristici

26 maggio 2016

“Come odio questi attacchi terroristici,” dice l’infermiera magra a quella più anziana. “Vuoi una cicca?”
La più anziana prende la gomma da masticare e annuisce. “Che ci puoi fare?” dice. “Anch’io odio le emergenze.”
“Non sono le emergenze,” insiste quella magra. “Io non ho problemi con gli incidenti e il resto. Sono gli attacchi terroristici, ti dico. Quelli rovinano tutto.”

Etgar Keret, “Improvvisamente, la stessa cosa”, Sette anni di felicità, Feltrinelli, traduzione di Vincenzo Mantovani

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Chiudere la bocca

20 ottobre 2013

Tutto cominciò con un bacio. Quasi sempre comincia con un bacio. Ela e Ziki erano a letto, nudi, solo le loro lingue si toccavano, e a un tratto lei si sentì pungere da qualcosa. “Ti ho fatto male?” le domandò Ziki, e quando lei scosse la testa, aggiunse: “Stai sanguinando”. […]
Non si baciarono per alcuni giorni, per via della ferita […]. Lei aveva la sensazione che lui le nascondesse qualcosa. E infatti, una notte, approfittando del fatto che Ziki dormiva con la bocca aperta, tese delicatamente un dito sotto la sua lingua e la trovò: una piccola cerniera lampo.

Etgar Keret, “Puntura”, da All’improvviso bussano alla porta, Feltrinelli, traduzione di Alessandra Shomroni

Il racconto migliore

10 ottobre 2012

Questo è il migliore racconto del libro. Di più. È il migliore racconto del mondo. E non siamo stati noi a deciderlo. Lo hanno deciso in maniera autonoma e all’unanimità decine di esperti che lo hanno raffrontato a campioni rappresentativi della letteratura di tutto il mondo. Questo racconto è una particolare innovazione israeliana. E scommetto che vi state chiedendo come sia possibile che proprio gli israeliani l’abbiano messa a punto, non gli americani. E non pochi pezzi grossi dell’editoria rischiano di perdere il posto proprio perché non hanno una risposta.

Etgar Keret, “Il racconto migliore”, tratto da All’improvviso bussano alla porta, Feltrinelli

Dall’8 al 12 settembre Festival Internazionale di letteratura e cultura ebraica

4 settembre 2012

Tel Aviv è diversa rispetto al resto di Israele. È una città libera, cosmopolita, gayfriendly, ha il mare, le spiagge, molto viva, dinamica. Gli arabi vivono con gli israeliani, non ci sono discriminazioni. Secondo me Tel Aviv è l’esempio di come dovrebbe essere tutto lo stato di Israele.

Etgar Keret, autore di All’improvviso bussano alla porta, Feltrinelli