Posts Tagged ‘F. Scott Fitzgerald’

Per me sei perfetta così

19 febbraio 2017

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Zelda: …per te sono pigra.
Scott: No, mi piaci così. Per me sei perfetta così. Sei sempre lì ad ascoltarmi mentre ti leggo quello che scrivo a qualunque ora del giorno o della notte. Sei affascinante – e bella. E sbrini il frigo una volta a settimana. O almeno credo.

Scott intervista Zelda, The Baltimore Sun, 7 ottobre 1923

I recensori secondo Fsf

24 gennaio 2017

Soffro di una forma altamente sviluppata di delirium tremens di fronte ai recensori di professione: uomini pallidi con la schiuma alla bocca per l’entusiasmo perché vedono altra schiuma galleggiare intorno, uomini ottusi che confondono regolarmente la tua roba peggiore con la migliore e la migliore con la peggiore, e soprattutto i vigliacchi che si barcamenano e le sanguisughe che recensiscono i tuoi libri in termini scopiazzati dagli stessi libri, come scolari muniti di una dispensa straordinaria che li autorizza a importunare di continuo l’insegnante.

F. Scott Fitzgerald, lettera a Mabel Dodge Luhan, 10 maggio 1934, traduzione di Vincenzo Perna

Scrivere

23 ottobre 2016

Scrivere – diceva Fitzgerald – è «nuotare sott’acqua e trattenere il respiro».
Fitzgerald non era un grande teorico, ma quella è quanto di più esatto si possa dire del genio artistico. Ha a che fare con la sobrietà, il non dire tutto, l’omettere. Non c’è grande scrittore che non abbia omesso. L’omissione è arte. È l’essenza del genio. Non si può imparare.

Mentre insegnare a scrivere si può?
La grande scrittura non si insegna. Si può insegnare a scrivere decorosamente.

Pietro Citati, dall’intervista di Marco Cicala, «il venerdì» di «la Repubblica», 21 ottobre 2016

The novel is a wonder: la prima impressione di Perkins su “The Great Gatsby”

13 agosto 2016

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Nov. 18, 1924

Dear Scott:

I think the novel is a wonder. I’m taking it home to read again and shall then write my impressions in full;—but it has vitality to an extraordinary degree, and glamour, and a great deal of underlying thought of unusual quality. It has a kind of mystic atmosphere at times that you infused into parts of “Paradise” and have not since used. It is a marvelous fusion, into a unity of presentation, of the extraordinary incongruities of life today. And as for sheer writing, it’s astonishing.

Now deal with this question: various gentlemen here don’t like the title,—in fact none like it but me. To me, the strange incongruity of the words in it sound the note of the book. But the objectors are more practical men than I. Consider as quickly as you can the question of a change.

But if you do not change, you will have to leave that note off the wrap. Its presence would injure it too much;—and good as the wrap always seemed, it now seems a masterpiece for this book. So judge of the value of the title when it stands alone and write or cable your decision the instant you can.

With congratulations, I am,
Yours,

[Maxwell E. Perkins]

Abbi pazienza e fidati di me, parola di F. Scott Fitzgerald

25 aprile 2016
“What I’m trying to say is just I’ll have to ask you to have patience about the book and trust me that at last, or at least for the 1st time in years, I’m doing the best I can. I’ve gotten in dozen of bad habits that I’m trying to get rid of
1. Laziness
2. Referring everything to Zelda — a terrible habit, nothing ought to be referred to anybody until it’s finished
3. Word consciusness — self doubt
 
etc etc etc etc etc
 
F. Scott Fitzgerald, lettera a Maxwell Perkins, 10 aprile 1924

Fitzgerald e la fiducia nell’editor

14 gennaio 2015

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Mentre la pubblicazione si avvicinava, Fitzgerald perse la fiducia in Perkins. Era molto incerto sul titolo. All’inizio di marzo, telegrafò a Max chiedendogli se non fosse troppo tardi per cambiarlo con The Gold-Hated Gatsby. Max telegrafò per dirgli che un simile cambiamento avrebbe causato non solo un dannoso ritardo, ma anche una notevole confusione. L’autore cercò di rassegnarsi a Il grande Gatsby, ma ancora credeva in cuor suo che il titolo sarebbe rimasto per sempre l’unico difetto del suo libro.
Perkins continuò a fare i preparativi finali per la pubblicazione de Il grande Gatsby il 10 aprile; ma il 19 marzo Fitzgerald non poté trattenersi dall’inviargli un telegramma urgente da Capri: PAZZO DEL TITOLO UNDER THE RED, WHITE AND BLUE. CHE RITARDO CI SAREBBE? Perkins rispose che ci sarebbe stato un ritardo di parecchie settimane. Inoltre, telegrafò: PENSO IRONIA MOLTO PIÙ EFFICACE CON TITOLO MENO PREMINENTE. A TUTTI PIACE TITOLO ATTUALE INSISTO TENERLO. Tre giorni dopo Fitzgerald acconsentì. Telegrafò: HA RAGIONE.

Andrew Scott Berg, Max Perkins. L’editor dei geni, elliot, traduzione di Monica Capuani

Riconoscere le cose

9 agosto 2014

È perché le cose cambiano e diventano così diverse che facciamo fatica a riconoscerle, e sembra che solo i nostri nomi rimangano gli stessi.

F. Scott Fitzgerald, Dearly Beloved