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La giovinezza è preziosa e irritrattabile

9 aprile 2016

“Il successo dipenderà dai giovani della tua generazione”, disse. “Sei stato fortunato a esserti perso il boom economico e tutte le sue deleterie ed esagerate ambizioni. Tu hai conosciuto solo cosa vuol dire essere poveri, nient’altro. Ora hai probabilmente imparato che”, disse, “non c’è potere più forte del denaro – incommensurabilmente più forte, per essere romantici, dell’amore o della morte – e tu, in questo mondo marcio, non sarai mai ricco e il potere non lo avrai mai. Il successo dipende dalla tua generazione, perché se c’è qualcuno che ha il diritto di chiedere vendetta o giustizia questi sono i giovani. E ce ne sono venti milioni”, disse, “venti milioni di persone della tua età che si girano i pollici in ristoranti, agenzie di collocamento, stanze ammobiliate, pullman o, peggio ancora, a casa, ad ascoltare la radio e leggere e rileggere i giornali. La giovinezza è preziosa e irritrattabile. E nessun uomo, qualsiasi sia il suo coraggio, può restare con le mani in mano e vivere giorno dopo giorno una vita che non ha nulla di intenso e giusto. Ci sono venti milioni di giovani. Hai idea di quanti sono? Pensaci!”

John Cheever, “Di passaggio”, The Atlantic Monthly, marzo 1936 (in Tredici racconti, Fandango Libri)

In un mondo così generosamente fornito di acqua

7 gennaio 2015

Le uniche mappe e cartine a cui fare riferimento erano nella memoria o nell’immaginazione, ma erano abbastanza chiare. Per primi venivano i Graham, gli Hammer, i Lear, gli Howland e i Crosscup. Poi avrebbe attraversato Ditmar Street fino alla casa dei Bunker, e da lì, dopo un breve trasbordo, sarebbe arrivato alle piscine dei Levy e dei Welcher, e alla piscina pubblica dei Lancaster. Seguivano poi le piscine degli Halloran, dei Sachs, dei Biswanger, e quelle di Shirley Adams, dei Gilmartin e dei Clyde. Era una stupenda giornata, e il fatto di vivere in un mondo così generosamente fornito di acqua gli sembrava un dono del cielo, una benedizione. Si sentiva il cuore leggero, e cominciò a correre sull’erba. L’impresa di avventurarsi verso casa seguendo questa insolita rotta gli dava la sensazione di essere un pellegrino, un esploratore, un uomo del destino, e sapeva che sul percorso avrebbe incontrato molti amici, tutti amici assiepati lungo le rive del fiume Lucinda.

John Cheever, Il nuotatore, Fandango Libri

Qui va tutto a gonfie vele

18 ottobre 2013

È lunedì, sono dalle parti di Porto Santo Stefano e sto pescando oltre gli scogli in compagnia di mio figlio. Io e mio figlio non siamo buoni amici, ed è quando siamo entrambi al massimo delle possibilità che siamo in disaccordo su tutto. Sembra sempre che vogliamo lo stesso posto al sole. Sott’acqua, invece, siamo grandi amici. Sono deliziato nel vederlo come il personaggio di un film, a testa in giù e con i piedi in su, armato di arpione, con l’acqua che fuoriesce dal boccaglio e la sabbia scorre e viene su come fumo quando la smuove. Qui, nell’acqua profonda, tra le rocce, riusciamo a sfuggire alla tensione che altrove rende irritante il nostro rapporto. Qui va tutto a gonfie vele. Il sole, con un piccolo taglio sulla superficie dell’acqua, cade sul fondo del mare in una grande rete di luce. Ci sono stelle marine colorate come rossetti, e tutte le rocce sono ricoperte di fiori bianchi. E dopo una festa, di domenica quando le spiagge sono piene di gente, a metri e metri di profondità si possono trovare molte cose — pezzi di carta di panino, la pagina del cruciverba del Messaggero, e copie di Epoca zuppe d’acqua. È sul retro di una di queste pagine che Brimmer mi guarda dal fondo del mare. No, non è morto. Si è appena sposato con un’attrice di cinema italiana. Ha il braccio sinistro intorno all’esile vita della donna, il piede destro accavallato al sinistro, un bicchiere pieno nella mano destra. Non sembra stare né meglio né peggio, e non so se ha venduto l’anima al diavolo o se ha semplicemente ritrovato sé stesso. Risalgo in superficie, scrollo i capelli per asciugarli, e penso che mi trovo a mondi di distanza da casa.

John Cheever, “Brimmer”, Racconti italiani, Fandango Libri