Posts Tagged ‘feltrinelli’

La breve vita dei vestiti

17 ottobre 2013

Spesso, quando vedo dei vestiti con ogni genere di pieghe, ruches e gale, che si avvolgono belli sopra un bel corpo, penso che non si conserveranno così a lungo, che prenderanno pieghe impossibili a togliersi, che si riempiranno di polvere, la quale, penetrando fitta nelle decorazioni, non se ne andrà più, e che nessuno vorrà rendersi così patetico e ridicolo da mettersi ogni giorno, la mattina, lo stesso prezioso vestito per poi toglierselo la sera.
Eppure vedo ragazze, che sono senz’altro belle e mostrano tanti incantevoli muscoli e ossa delicate e pelle tesa e masse di capelli sottili, presentarsi però tutti i giorni in quell’unica mascherata naturale, prendersi sempre lo stesso viso tra le mani e lasciare che esso si riverberi nel loro specchio.
Solo a volte la sera, quando tornano tardi da una festa, esso sembra loro, nello specchio, consunto, gonfio, impolverato, già visto da tutti e impossibile a portarsi.

Franz Kafka, “Vestiti”, La metamorfosi e tutti i racconti pubblicati in vita, Feltrinelli

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L’imprudenza

15 agosto 2013

Imprudenza, altro che felicità! Ecco cos’era: imprudenza. Ma riusciva, riusciva a prender coscienza di quanto stava facendo? possibile che un’altra volta la sua natura pur così forte, da quel lato si mostrasse così incapace di resistere? Questa volta poi scuse non ce n’erano: il miraggio non si vestiva né di ricchezza, né di distinzione, né d’eleganza, né d’esistenza tranquilla. Anzi bisognava perdere, dare; con in più la violenza di cui lo aveva visto capace.

Giovanni Testori, “La padrona”, Il ponte della Ghisolfa, Feltrinelli

Vita da scrittore impegnato (nell’editoria) #1

28 novembre 2012

Scrissi il mio libro La vita agra subito dopo aver tradotto due romanzi di Miller. […] Ora, chi esce da un simile tornado stilistico e psicologico non può non risentirne: almeno un raffreddore lo prendi.

Luciano Bianciardi

Doveri di editor #2

15 novembre 2012

Quale dovrà essere l’atteggiamento della casa editrice? Quello che ha presieduto alla sua fondazione e che noi abbiamo cercato di portare avanti da un anno e mezzo a questa parte, cioè da quando l’Editore è stato costretto per forza di cose ad occuparsi di altro; da allora andiamo avanti con le nostre gambe; abbiamo ampliato la zona dei consensi, sicché ora c’è un gruppo di collaboratori — fuori e dentro la casa editrice — che ne regge le sorti e si identifica sempre più con essa. […] se noi lavoreremo per consolidare un’immagine autonoma della casa editrice […] non avremo nulla da temere. […]
La nostra condizione ci porta delle difficoltà, ma ci offre anche delle opportunità: come per esempio quella di non sentirci solo dei salariati, ma di partecipare in modo autonomo, creativo e originale allo sviluppo della casa editrice […] e con un intervento intelligente di tutti ogni difficoltà è superabile.

Il racconto migliore

10 ottobre 2012

Questo è il migliore racconto del libro. Di più. È il migliore racconto del mondo. E non siamo stati noi a deciderlo. Lo hanno deciso in maniera autonoma e all’unanimità decine di esperti che lo hanno raffrontato a campioni rappresentativi della letteratura di tutto il mondo. Questo racconto è una particolare innovazione israeliana. E scommetto che vi state chiedendo come sia possibile che proprio gli israeliani l’abbiano messa a punto, non gli americani. E non pochi pezzi grossi dell’editoria rischiano di perdere il posto proprio perché non hanno una risposta.

Etgar Keret, “Il racconto migliore”, tratto da All’improvviso bussano alla porta, Feltrinelli

Dall’8 al 12 settembre Festival Internazionale di letteratura e cultura ebraica

4 settembre 2012

Tel Aviv è diversa rispetto al resto di Israele. È una città libera, cosmopolita, gayfriendly, ha il mare, le spiagge, molto viva, dinamica. Gli arabi vivono con gli israeliani, non ci sono discriminazioni. Secondo me Tel Aviv è l’esempio di come dovrebbe essere tutto lo stato di Israele.

Etgar Keret, autore di All’improvviso bussano alla porta, Feltrinelli

Leitmotiv della Feltrinelli

16 febbraio 2012

[…] tre principali filoni che furono i leitmotiv che la Casa sviluppò con particolare attenzione: : primo, quello di un antifascismo conseguente e coerente; secondo, quello della ricerca di una forma di coesistenza tra Paesi di diverse strutture economiche e politiche che — e questo era il terzo filone — non accettasse la cristallizzazione dell’allora esistente geografica economica-politica.

Giangiacomo Feltrinelli, tratto da un’intervista televisiva del 1968, tratto da Carlo Feltrinelli, Senior service

I libri politici

30 gennaio 2012

Esistono libri politici, o meglio libri di politica. Molti sono libri “giustificativi”, cioè libri che testimoniano un mancato atto politico. Altri, non molti, sono libri pienamente politici, scritture che accompagnano un’azione politica concreta e che il pubblico vuole e deve conoscere.

Carlo Feltrinelli, Senior Service