Posts Tagged ‘Hertha Müller’

Mi sono chiesta perché non sono una mela

12 aprile 2015

Herta Muller

Il tentativo di sapere chi sono io è cominciato quando da bambina mi sono posta le domande sui nomi delle cose. Mi sono chiesta perché non sono una mela, o una rondine. Ma anche perché alcune piante sono utili mentre altre vengono tolte di mezzo. E per quale motivo quelle nocive sono le più belle. Sono domande che accompagnano gli esseri umani per tutta la vita. L’infanzia è una specie di salvadanaio che ci portiamo addosso lungo tutta la nostra esistenza.

Hertha Müller, intervistata da Wlodek Goldkorn, D della Repubblica, 11 aprile 2015

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Non riuscire a diventare come gli altri e non poter restare com’ero

2 gennaio 2014

Non usai la bacchetta neanche una volta. La conseguenza fu che pur chiedendo attenzione, spiegando e anche gridando non riuscii a ottenere più di cinque minuti difilato di ascolto. Anche per questo era troppo tardi. Le cose dette di solito, non importa con quale registro, non erano un mezzo di comprensione. Alla trance della retorica corrispondeva solo il bastone.
Quei bambini cercavano di costringermi a soddisfare il loro bisogno di essere picchiati. Si sentivano piantati in asso, erano sospesi nel loro vuoto isterico perché le botte non arrivavano. Piangere sotto la bacchetta era per loro l’unica cosa che li faceva sentire una persona. Li tirava fuori dalla collettività.
Passando davanti alle porte mezze aperte delle altre classi sentivo i colpi e gli scricchiolii delle bacchette e i bambini che piangevano. Per la direttrice e le colleghe che picchiavano e forse ancor più per i bambini che volevano piangere, io ero per lo stesso motivo un’incapace: per gli uni non mi mostravo disposta a farlo, per gli altri non ero in grado di usare la bacchetta.
Ma anch’io mi sentivo sempre meno all’altezza. Non riuscire a diventare come gli altri e non poter restare com’ero — non era possibile risolvere questo conflitto. Dopo due settimane mi licenziai.
Le parole dette che nascono intuitivamente nella mente e con le quali ci relazioniamo in modo naturale gli uni con gli altri non sono congenite. Si possono imparare o si possono impedire. Nella dittatura era il sistema educativo a impedirle. Nella dittatura era il sistema educativo a impedirle nei bambini. E negli adulti, nei quali si conservavano nei ricordi, venivano cancellate.

Hertha Müller, Il fiore rosso e il bastone, Keller editore, traduzione dal tedesco di Fabrizio Cambi

Una questione di solitudine

11 gennaio 2013

Visto dall’esterno, forse lo scrivere assomiglia al parlare. Ma dall’interno è una questione di solitudine. Le frasi scritte si comportano con i fatti vissuti come il silenzio di fronte alla parola.

Hertha Müller, Il fiore rosso e il bastone, Keller editore