Posts Tagged ‘Julian Barnes’

Persecuzione

1 dicembre 2014

Perché mai la scrittura ci porta a dar la caccia agli scrittori? Perché non li lasciamo in pace? Non ci bastano i libri? Flaubert voleva proprio questo: pochi scrittori hanno creduto più di lui nell’oggettività del gesto e nell’irrilevanza della personalità dell’autore. Ciononostante, disubbidienti, lo perseguitiamo.

Julian Barnes, Il pappagallo di Flaubert, Einaudi, traduzione di Susanna Basso

Ted Hughes lo zoologo

28 gennaio 2014

— Naturalmente, non possiamo non domandarci che cosa farà Ted Hughes quando avrà esaurito la scorta di animali.
— Ah, sì?
— Così si dice, — mormorai a mezza voce. In bocca a Dixon, la battuta era sembrata sottile e sofisticata; detta da me era solo patetica.
— I poeti non esauriscono le scorte di materiale come capita ai romanzieri, — mi informò. — Perché hanno un rapporto diverso on il materiale che usano. Lo stai trattando come fosse uno zoologo, non trovi? Tra l’altro, nemmeno gli zoologi si stancano degli animali, o sbaglio?

Julian Barnes, Il senso di una fine, Einaudi, traduzione di Susanna Basso

Se non importasse, non importerebbe

14 gennaio 2014

Un altro amico è morto all’improvviso, catastroficamente, accanto al tapis roulant del ritiro bagagli in un aeroporto straniero. La moglie si era allontanata per andare a prendere un carrello; al suo ritorno ha trovato una piccola ressa di persone accalcate intorno a qualcosa. Poveta essersi aperta di schianto una valigia. E invece no; di schianto era crollato suo marito, che ormai era morto. Un paio di anni dopo, quando morì mia moglie, mi scrisse: “Il fatto è che la vita è di una precisione assoluta; si soffre nell’esatta misura di quanto vale la perdita, perciò si finisce per affezionarsi al dolore, secondo me. Se non importasse, non importerebbe”. L’ho trovato confortante e ho tenuto a lungo la lettera sulla mia scrivania, pur dubitando di poter mai arrivare ad affezionarmi al dolore. D’altra parte, ero solo all’inizio del percorso.

Julian Barnes, Livelli di vita, Einaudi, traduzione di Susanna Basso

Dall’alto della loro provvisoria superiorità

8 gennaio 2014

Sarah Bernhardt viaggiava in compagnia del suo amante, l’artista Georges Clairin, e di un esperto aeronauta, a bordo di un aerostato arancione chiamato Doña Sol, in onore del personaggio da lei interpretato alla Comédie-Française. Verso le sei e mezza pomeridiane, dopo un’ora di volo, l’attrice assunse il ruolo della mamma e apparecchiò uno spuntino a base di tartines de foie gras. L’aeronauta stappò una bottiglia di champagne, sparando il tappo nel cielo; Sarah sorbì il vino da un calice d’argento. Conclusero il pasto con delle arance e lanciarono la bottiglia vuota nel lago di Vincennes. Dall’alto della loro provvisoria superiorità, scaricarono spensieratamente zavorra sugli umili spettatori terragni: prima una famiglia di turisti inglesi sulla spianata della Colonna di luglio, e poi i convitati di una festa di nozze intenti a un rinfresco sull’erba.

Julian Barnes, Livelli di vita, Einaudi, traduzione di Susanna Basso

Prendere le cose

5 giugno 2012

Noi prendevamo tutto alla leggera, tranne le poche volte che decidevamo di prendere una cosa sul serio. Lui prendeva tutto sul serio, tranne le poche volte che decideva di prendere una cosa alla leggera.

Julian Barnes, Il senso di una fine