Posts Tagged ‘laterza’

Le librerie vanno dissacrate

25 giugno 2017

Soltanto rinnovando completamente la fisionomia della libreria si riuscirà a conservarle il ruolo importantissimo che sino ad oggi essa ha giocato nel mondo editoriale. E la libreria si rinnova innanzi tutto compiendo un coraggioso atto di dissacrazione. Sì, le librerie vanno dissacrate, vanno aperte al passante, vanno rese accoglienti come i più moderni negozi di vendita, senza timore che perdano il loro antico prestigio. Al contrario il prestigio sarà molto maggiore di quello che mai hanno avuto in passato, perché lì dentro operano organizzatori della cultura dal basso, librai che non attendono più il cliente ma promuovono la formazione di un mercato nuovo, la formazione di nuovi lettori non più di seconda bensì di prima categoria e di essi si fanno legittimi ed autorevoli rappresentanti.

Vito Laterza, Quale editore. Note di lavoro, Laterza

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L’Italia a piedi e le cose che emozionano

20 aprile 2015

Pierantozzi, Tutte le strade portano a noi, Laterza

La mia non vuole essere una guida galattica sull’Italia a piedi, ma un caleidoscopio di storie che ti accompagnino lungo un’altra strada – la tua. In fondo qual è il vero rifugio del viaggiatore? La lettura, nient’altro che la lettura.

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L’amicizia è fatta di orizzonti da travolgere, tanto quanto una strada, che una volta partita non c’è più verso di fermare.

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Passo le ore a chiedermi se, per me, la natura non sia qualcosa che conosco troppo a fondo perché riesca ancora a parlarmi. Intanto, ci perdiamo nel bosco. E non la paura, ma anche qui l’indifferenza ha la meglio: il suolo scosceso, molle d’acqua, cosparso di rovi. Sotto i piedi il terreno affonda, ci paralizza, braccia e gambe si impigliano nelle spine. E in tutto questo io rifletto intenzionalmente sulle cose che mi scuotevano l’anima da bambino, sulle cose che mi emozionavano.

Alcide Pierantozzi, Tutte le strade portano a noi, Laterza, Contromano

Il carcere è la città

5 aprile 2015

Pierantozzi, Tutte le strade portano a noi, Laterza

Il carcere è la città da cui vi apprestate a partire, i carcerieri che vi interrogano sono quelli che restano. Vostra madre, vostro padre, il vostro vicino di casa insisteranno sempre, tutti quanti, nel ricordarvi che se ci riuscite la vostra vittoria sarà il frutto di un miracolo. Per intenderci, di una botta di culo. E a dargliene immediata conferma, accidenti a voi, saranno i vostri silenzi assensi davanti ai sorrisi professionali di chi vuole ricordarvi che, qualunque forma assuma l’esperienza che avete intenzione di fare, un’intelligenza normale non vi basterà. E voi, non avete forse una semplice intelligenza normale?
Già.

Alcide Pierantozzi, Tutte le strade portano a noi, Laterza

Vagabondare tra le stelle

3 aprile 2015

Pierantozzi, Tutte le strade portano a noi, Laterza

C’è una sola cosa di cui dovete essere certi. Nessuno più di me (e di te, viandante, se hai tempo da perdere su queste pagine) è adatto a vagabondare tra le stelle, nei sogni, come il Darrell Standing di Jack London. O come il protagonista di Big Fish.

Alcide Pierantozzi, Tutte le strade portano a noi, Laterza

Il bisogno di camminare

1 aprile 2015

Pierantozzi, Tutte le strade portano a noi, Laterza

Non ho mai capito se nel mio bisogno di camminare prevalga la curiosità del flâneur, l’urgenza del reporter o, prendendo per buono proprio il «ma cammina!» di nonno e nonna, la semplice voglia di lasciarmi tutto alle spalle. A saperlo quasi certamente non partirei. Dovrò ricordarmene al momento di preparare lo zaino – il fatto di non avere la minima idea del perché lo faccio, e quindi di che avrò bisogno –, casomai mi capitasse di incontrare per strada quanto di meglio possa pararsi dinanzi a uno scrittore: l’imprevedibile.

Ma cammina

31 marzo 2015

Pierantozzi, Tutte le strade portano a noi, Laterza

Ci siamo, ma cammina. È facile che la maggior parte di voi conosca la variante «pedala». Non differisce di significato. Tutt’altro, ma camminare presuppone quantomeno di andare a quel paese senza il supporto della bicicletta. Stando al tono perentorio, nell’invito ad andarvi (ve l’ho detto dove) c’è l’ombra dell’insulto; ma anche, già che ci siete, una spinta a migliorarvi.

Spingersi al di là delle Marche

31 marzo 2015

Pierantozzi, Tutte le strade portano a noi, Laterza

Da solo non mi ero ancora mai spinto di là del fiume e le Marche, così vicine, erano una specie di miraggio. Ero certo che da grande, se avessi combinato qualcosa, sarebbe accaduto oltre quel confine, e di sicuro, parere dei nonni a parte, avrebbe avuto a che fare con i libri.

Alcide Pierantozzi, Tutte le strade portano a noi, Laterza, Contromano

Il perimetro pescioso

24 dicembre 2014

Un giorno decise che nessun pesce del mondo si sarebbe avvicinato troppo al suo perimetro pescioso (quello che voi balordi chiamate anima).

Emmanuela Carbé, Mio salmone domestico, Laterza

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Magari era solo timida e aveva bisogno di un invito

20 dicembre 2014

Bisognava coinvolgere quella bambina che non giocava mai con nessuno. Che se ne stava sotto l’ombrellone con suo padre e sua madre. Tutti e tre sempre insieme, sotto l’ombrellone a sonnecchiare, bianchissimi. Non si capiva neanche perché venissero ai Bagni Pina, se avevano tanta paura del sole e anche del mare, dato che nessuno li aveva mai visti neanche farsi un bagno. Bisognava che V. andasse dalla bambina a chiederle se voleva giocare con lei. In fondo, dovevano essere coetanee. Quanti anni avrà avuto? A occhio quattro o cinque. Magari era solo timida e aveva bisogno di un invito.

Simone Lenzi, da Vino, Laterza