Posts Tagged ‘Lubitsch’

Eccentrica

17 aprile 2017

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Greta Lovisa Gustafsson quando recitò in Ninotchka aveva già trentatré anni, eppure al regista Lubitsch parve la più inibita attrice che avesse mai diretto. Ella arrossiva, imbarazzata di apparire ubriaca in una scena del film al ristorante. Lubitsch se ne compiacque: Ninotchka, fanatica marxista, doveva essere malata di moralismo. Altro pregio: la fronte della Garbo era sì bellissima; ma vasta in un viso oblungo: perfetta fisiognomica dell’anima malinconica. E l’enigma del suo carattere era tutto nell’inclinazione alla noia triste, proprio come quella che il comunismo generava. Ma almeno Greta Garbo, se rideva, era incantevole. Il ripiegarsi delle guance ingenuo, la bocca, i vasti occhi rassicuravano la vita come un sole che sorge dalle nubi.

Geminello Alvi, Eccentrici, Adelphi

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Genio e talento

19 ottobre 2014

Lubitsch non era quello che uno scrittore definirebbe scrittore, e nemmeno perdeva tempo a cercare di diventarlo. Dubito che abbia mai cercato di ideare autonomamente una storia, un film, o anche una singola scena. Su tutto se stesso non nutriva né vanità né illusioni; era abbastanza scaltro da tenersi buoni gli scrittori, e accoglieva a braccia aperte i migliori disponibili, spronandoli a superare se stessi e nello stesso tempo collaborando con loro a ogni livello, anche se non saprei esattamente dire come e in che misura. So solo che valutava una scena, un film o un’interpretazione con l’occhio del genio. Un dono simile è molto più raro del semplice talento, che dilaga fra i mediocri.”

Samson Raphaelson, L’ultimo tocco di Lubitsch, Adelphi