Posts Tagged ‘luca’

Mamma, voglio che tu mi venga a prendere e mi riporti a casa

28 marzo 2015

storia del mio bambino perfetto, marina viola

Adesso sono nella merda, è l’una di notte e la famiglia di Dan ci ha fatto sentire già soli, mamma. Adesso voglio che tu mi venga a prendere e mi riporti a casa, nel mio letto, nella mia stanza con i poster di John McEnroe e di Vasco Rossi. Voglio tornare piccola, voglio essere accudita da te. Voglio che tu mi metta in castigo per essere tornata tardi. Voglio litigare con le mie sorelle. Voglio papà. Voglio non aver mai conosciuto Dan. Voglio andare in piazzale Loreto con la 93 e poi camminare verso casa di Angela, e chiacchierare invece di fare i compiti. Voglio le ripetizioni di latino, le lezioni di pianoforte, le vacanze a Bordighera. Voglio i soldi per la merenda a scuola. Voglio che tu vada a parlare con i miei professori, che dicono:«È intelligente ma non si applica». Voglio rientrare nel tuo utero. Voglio avere quattordici anni e preoccuparmi di come mi vesto, e se il moroso è arrabbiato con me perché odio la musica da discoteca.
Voglio morire, mamma. Adesso voglio solo morire.

Maria Viola, Storia del mio bambino perfetto, Rizzoli

I selfie di Luca

27 marzo 2015

viola_bambinoperfetto_rizzoli_oblique

Da poco ha imparato pure a farle, le foto, e anche i video: rappresentano la prima documentazione della vita di Luca fatta da lui medesimo, raccontano una parte della sua quotidianità lontano da noi. Le immagini ritraggono quasi sempre un pezzo della camicia, una scarpa, oppure il soffitto dell’interno del bus: nulla di eclatante.
Ma a volte sono ritratti del suo viso, “selfie” li chiamano, ed è molto interessante capire la percezione che ha di sé. Spesso sorride, nelle sue foto, e spesso di vede solo una parte della testa, o gli occhiali.

Maria Viola, Storia del mio bambino perfetto, Rizzoli

Tu sai cosa significa essere autistici?

18 marzo 2015

storia del mio bambino perfetto, marina viola

«Cosa dici alle amiche che vengono a trovarti se ti chiedono di tuo fratello?».
«Dico che è autistico» mi ha risposto lei.
«Ma loro non sapranno cosa significa. Tu sai cosa significa essere autistici?»
«Sì, che si ascolta sempre la stessa canzone e che si sta in camera davanti all’iPad.»
«Be’, un po’ come Sofia… anche lei ascolta sempre la stessa musica e sta in camera sua davanti al computer…»
«Infatti neanche lei vuole mai giocare con me! Come Luca!»

Marina Viola, Storia del mio bambino perfetto, Rizzoli