Posts Tagged ‘manoscritti’

L’organico della Tartaruga

29 giugno 2016

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Rosaria [Guacci] accettò con entusiasmo e in effetti dopo un paio d’anni abbandonò del tutto l’insegnamento, ottenne una baby pensione e si installò in casa editrice come mio alter ego e tuttofare. L’organico della casa editrice eravamo noi due, tranne uno sporadico ufficio stampa impersonato dalla polivalente e fiorentina Silvia Servi e una commercialista lontana che era l’insostituibile Bice Mauri, dedita a vegliare sui nostri instabili bilanci.
Pur continuando ad arrivare in ritardo, Rosaria assolveva varie mansioni con costanza e buon carattere. Per tanti anni abbiamo condiviso tutto, il lavoro, le vacanze, la passione politica, gli amori, più suoi che miei, i successi e le sconfitte.
Abbiamo lavorato molto, litigato molto e insomma ci siamo molto divertite. Comandavo io, ma il rapporto era alla pari.
Ogni tanto la costringevo a pescare qualche manoscritto dal mucchio di quelli che arrivavano senza sosta e a leggerlo per placare i miei rimorsi di fronte a tante fatiche sprecate. E poi intorno aleggiava sempre il fantasma del capolavoro perduto finito nel cestino.

Laura Lepetit, Autobiografia di una femminista distratta, nottetempo

Fare l’editor oggi

8 gennaio 2014

[…] Fare l’editor oggi è tante cose. È svegliarsi e allungare una mano verso lo smartphone per scoprire da una email che, mentre dormivi, un thriller dal Canada è stato venduto in mezza Europa, e che se vuoi aggiudicartelo per l’Italia hai forse sei ore per leggerlo e formulare un’offerta, che diventerà più alta ogni minuto che passa. È arrivare in ufficio e trovare ogni mattina un cumulo di dieci dattiloscritti, e scegliere in pochi impietosi minuti quali sono i tre che verranno letti. È decidere fino a che punto puoi sostenere un autore senza «appoggiarlo» a radio o tv, perché talvolta il libro non basta. […] È scegliere per la pubblicazione il momento ideale dell’anno, incastrando decine di variabili, e dover convincere un autore che gli conviene aspettare diciotto mesi, o un altro autore che invece è necessario uscire subito e deve annullare la settimana bianca perché il pdf va mandato in stampa tra dieci giorni. È capire come differenziare i libri affinché ciascuno trovi il suo spazio in un mercato mai così saturo, e prendere decisioni apparentemente irrazionali come fare «un brutto titolo che funziona». […] È trovare un testimonial disposto a dire su una fascetta che il romanzo è bello, bellissimo, anzi di più. È scoprire alle otto di sera che il Grande Autore ha finalmente consegnato il nuovo romanzo e sarebbe carino fargli sapere qualcosa entro domattina. È pensare i libri anche in base alla possibilità di piazzarli bene all’estero, o di venderne i diritti cinematografici. […] È intuire se un libro si può proporre in digitale non come una semplice versione ebook ma come un’esperienza di «lettura aumentata», con contenuti extra che l’amata carta non potrebbe accogliere. È seguire costantemente Twitter nella speranza che là dentro stiano sbocciando le migliori voci di domani, e spiegare a un giovane esordiente che la presenza in Rete è fondamentale per promuoversi. È tenere d’occhio il serbatoio immenso del self-publishing, e augurarsi che l’intuito ti indichi la pepita che potrebbe fare di te l’editor più innovativo del nuovo millennio. È essere raggiungibili sempre e ovunque, non soltanto da capi e colleghi, ma anche da plotoni di sconosciuti con il dattiloscritto in rampa di lancio, perché chiunque oggi può scoprire in pochi clic chi sei, qual è la tua email. […]

Stefano Izzo, “Le mie giornate a inseguire il libro perfetto”, la Lettura del Corriere della Sera, 3 gennaio 2014

Salinger a un manoscrittore

14 dicembre 2012

Lettera di Salinger a un manoscrittore

Il salone dell’editoria sociale

17 ottobre 2012

Mi trovate domenica pomeriggio allo stand n. 7 (66thand2nd). Incontro volentieri coloro che vogliono proporre un manoscritto alla casa editrice.
Tra le novità, vi aspettano Ho battuto Berlusconi! di John Graham Davies, Non sta al porco dire che l’ovile è sporco di Florent Couao-Zotti e Un gioco da grandi di Benjamin Markovits.

Un messaggio qualsiasi dall’imperatore

27 marzo 2008

Alla casa editrice Adelphi.
Vi disturbo per sollecitare una risposta a un testo (Clandestinità) che è presso di voi da ben due anni e mezzo, e tace sempre.
Già alcuni mesi fa ho fatto una piccola telefonata per sollecitare, e la voce che ha risposto, con grande gentilezza (cosa rara quando si telefona a una casa editrice, le cui voci autorizzano sempre il sospetto di avere chiamato per sbaglio una macelleria) prometteva una certa e sollecita risposta, un’indicazione, almeno, un segnale di fumo. Ma sono ancora in attesa di un messaggio qualsiasi dall’imperatore.

Antonio Moresco, Lettere a nessuno, Bollati Boringhieri (poi Einaudi Stile libero)