Posts Tagged ‘mavis gallant’

Cos’è il decoro?

15 agosto 2015

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Una separazione consensuale non gli impediva di dare l’indirizzo di Angelica come fosse il suo. La separazione in sé non arrecò grossi disturbi, se non qualche saltuario corpo a corpo riguardo la divisione degli oggetti domestici. Una volta Angelica si presentò nel bel mezzo di una cena che Victor aveva organizzato a casa sua e portò via la mobilia della sala da pranzo. Gli ospiti erano ancora all’aperitivo, nel brutto e freddo salone sull’altro lato dell’ingresso. Finsero di non vedere […] — tutti tranne Lily, che strinse il suo bicchiere di Campari con entrambe le mani e rimase immobile sulla soglia a guardare.
Era la prima volta che vedevamo Angelica. Dentro una valigetta di coccodrillo portava un’ingiunzione di un tribunale italiano, firmata da un suo parente, e sei copie di un permesso per trasportare tutto quanto oltre frontiera, senza dover pagare dazi doganali. Arrivò con un furgone, che fece parcheggiare all’autista proprio davanti alla porta d’ingresso, come in una retata della polizia. Lily passò in rassegna con lo sguardo il suo abito rosso, ben stretto da una cintura, il cappello di paglia rossa e lucida, lo smalto per unghie dello stesso identico colore del cappello. I capelli, giallo nasturzio, erano più lunghi di quelli di Lily. Trascinò una scaletta fuori dalla cucina, si tolse con un calcio i delicati sandali rossi, salì a piedi nudi. (Il tavolo era già stato spostato, il tappeto arrotolato e caricato sul furgone.)
Angelica esaminò il lampadario a bracci, per vedere se fosse possibile tirarlo giù, mentre Victor, ai piedi della scaletta, osservava con placida disapprovazione le gambe nude della moglie. “È indecoroso, Angelica” disse. Lei rispose con l’equivalente di “cos’è il decoro?” ma in una lingua più violenta e personale, e cominciò a svitare le lampadine. (Lily mi fece ricordare, in seguito, che Victor non aveva mai smesso di grattarsi la nuca.) Alla fine si arrese, la lasciò lì, e portò la sua compagnia di sette persone al ristorante, dove pagò con un assegno che avrebbe potuto anche essere a vuoto: lo sventolò con un gesto teatrale per asciugare l’inchiostro della firma e suggerì al cameriere di farlo incorniciare.

Mavis Gallant, “Meglio lasciar correre”, Varietà di esilio, Bur, traduzione di Giovanna Scocchera

L’amore cresce o avvizzisce come una pianta di geranio

29 luglio 2015

Mavis Gallant

Carol, con grande efficienza, affrontò quasi all’istante la questione dell’innamoramento. L’amore non richiedeva altro che le condizioni giuste, come una pianta di geranio. Avvizziva se esposto alle intemperie o se circondato da un ambiente lugubre; in effetti, Carol considerava praticamente nulle le possibilità di riuscita di un amore coltivato in una modesta casetta o in una stanza ammobiliata. Con un buon clima, denaro a sufficienza e una coppia di persone buone e intelligenti (le lezioni scolastiche avevano posto l’accento su questo), bisognava solo mettersi comodi e guardarlo crescere. Per tutto l’inverno, dunque, cercò queste giuste condizioni a Parigi. Quando, in un primo momento, non accadde nulla, Carol diede la colpa al clima. Era spesso convinta che si sarebbe perdutamente innamorata di Howard se solo avesse smesso di piovere. Attese, imperterrita, tempi migliori.

Mavis Gallant, “L’altra Parigi”, Un fiore scnosciuto, Bur

Come gli scrittori vedono il mondo

5 aprile 2012

Gli scrittori, suppongo, sono come bambini che mettono in moto l’immaginazione.

Mavis Gallant

Quanto aveva letto!

3 aprile 2012

Eppure, quanto aveva letto! Leggeva nelle stanze d’albergo, stesa sul letto — drogata, annegata — mentre fuori dalla finestra scura la pioggia cadeva sulle strade straniere. Leggeva sugli autobus e sui treni e nelle sale d’aspetto dei medici e delle sarte, mentre aspettava Bonnie. Leggeva quando suo marito era di fronte a lei a tavola e di fianco a lei a letto. (La prima volta che Bob le aveva rivolto la parola stava leggendo un libro, in un caffè, da sola. Lui non l’aveva mai dimenticato.) Aveva letto per tutta l’infanzia e neppure l’amore aveva rimpiazzato la lettura, o solo di tanto in tanto.

Mavis Gallant, “Agosto”, Piccoli naufragi, Bur