Posts Tagged ‘narrativa straniera’

Come mai mamma non tornava?

19 novembre 2015

 

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Come mai mamma non tornava? Come mai non ci dava sue notizie? A volte ripensavo alla madre di Vern e alla sua stanza del cucito. Jolene, un tempo, era una madre che creava fantasie a partire da pezzetti di stoffa colorati e si chinava sulla sua macchina da cucire per realizzare trapunte per le persone care. Chi era diventata adesso? La compagna di uno stronzo che sembrava quasi odiare. Forse nostra madre era diventata una persona diversa, conosciuta da tutti solo come Irene, una bella donna rossa di capelli, con le cosce muscolose e le mani forti.
Beatrice era proprio irrecuperabile: non scaraventava più gli occhiali per la stanza in preda alla frustrazione – la morte di Ted l’aveva liberata, sembrava quasi felice –, ma non faceva che friggere salsicce e bollire patate, controllare la posta, astenersi dai commenti – rumorosamente. Ora che i commenti erano diventati necessari, lei si asteneva. La biasimavo perché non faceva nulla per trovare nostra madre. La odiavo per il suo silenzio. Sapevo che provava imbarazzo per noi. La odiavo per questo. Attorno a noi si accumulava un silenzio impenetrabile sulla cosa più importante di tutte.
A volte mi veniva voglia di avvicinare qualcuno a caso per strada e chiedergli: «Dov’è mia madre?» Un insegnante, o un poliziotto. «Lo sa dov’è mia madre? Mi può aiutare a cercarla?» Perché invece tacevo?

Frances Greenslade, Il nostro riparo, in uscita per Keller editore

Non è cambiato niente

23 febbraio 2012

Il pubblico non ci segue. Non sappiamo scrivere libri che interessino vivamente la maggioranza dei lettori. […] Decadimento, dunque, impopolarità. Vero. Ma tutta colpa degli autori? Non credi anche tu che a questo decadimento, a quest’impopolarità abbia contribuito per la sua parte l’eccesso delle traduzioni? Quando gli autori italiani si sono visti alquanto abbandonati da una parte dei lettori che più volentieri, per ragioni varie, si rivolgono alle versioni, non credi tu che la loro capacità artistica ne abbia sofferto?
[…] Di più c’è questo: che sempre c’è in certa letteratura d’importazione un gusto piccante, un aromatico pigmento, il quale manca alla letteratura italiana, e il palato che si abitui a quella cucina finisce per trovare insipida la miglior tavola casalinga. Bisogna infine aggiungere che alla letteratura straniera vien quasi fatto un trattamento di favore, perché le si permettono libertà di solito non concesse alla letteratura nazionale, e licenze assolutamente ingiustificabili.

Michele Saponaro, fine anni Trenta