Posts Tagged ‘Nutrimenti’

Una faccia morta non è più una faccia

5 luglio 2015

Una faccia morta non è più una faccia, per niente una faccia, nessuna faccia non è fredda, né di plastica, né di carne, tutta sogno, tutta pensiero, è fin troppo umana e animalesca e umana e perfino espressiva, ma non è più una faccia e mentre una faccia viva puoi stringerla tra le mani, una faccia morta filtra tra le dita, cola, sgocciola, non faccia, una faccia viva reagisce anche nel sonno anche svenuta ma una faccia morta assorbe il tuo sguardo, stira quella ricerca di connessione all’infinito, le familiari operazioni di connessione, addizione, sottrazione, moltiplicazione e divisione non funzionano con le facce morte, così come non funzionano come procedure aritmetiche con infiniti decimali, una faccia morta, come un infinito decimale, non corrisponde a niente nella realtà, una faccia morta è un concetto, e perciò non puoi stringerla tra le mani, e perciò io stringo tra le mani la faccia viva di mia figlia, la sua faccia un tempo viva, quella faccia che amavo e che ho concepito con la mia moglie di allora, come se fosse reale, nella mia mente, ostacolando la comune, persistente, inutile credenza secondo cui i ricordi vengono ogni volta ricostruiti daccapo, coltivati, raccolti, una non faccia la dolce dolce faccia di mia figlia dentro di me è una cosa viva, astratta e reale, che non è mai sparita e che quindi non ha mai avuto bisogno di essere ricostruita e chissà dove c’è una cosa in questo mondo, nel mio mondo, l’unico mondo che è la sua dolce faccia morta, una non faccia, forse un simbolo, un segno, un faro direzionale, un indicatore denotativo o connotativo ma non una faccia.

Percival Everett, La cura dell’acqua, Nutrimenti, traduzione di Marco Rossari

Donne ragni sputatori

5 settembre 2014

“Non ti piace proprio la fine della giornata, vero?”, disse J. C. “Una volta avevo una moglie e anche lei detestava la fine della giornata. Un tramonto, un litigio. Più bello era il tramonto, più cattiva diventava lei. Un ragno sputatore. Per il resto era ok, ma davanti a un bel tramonto perdeva il lume della ragione. Paura del tempo che passa, credo. Non lo sopportava”.

Joy Williams, I vivi e i morti, Nutrimenti, collana Greenwich

Ritratto di Donna Acida

20 ottobre 2013

Era solo un bacio sulla guancia ma lui doveva immaginarlo che lei non si sarebbe addormentata se lui le avesse dato un bacio sulla guancia.
Nuda, è ovvio. Tutta abbandonata, senza impaccio di coperte. Un piede preso nel lenzuolo. Il corpo un’ondulazione sopra le sue alture cremose. Una forsennata. No, un’ombra maldestra vicino alla bocca. Povera donna, sola senza una bottiglia o una pagnotta. Nemmeno una pera per compagnia. E fredda, la pelle un esperimento di blu. L’amore di Gilbert per il tornasole. Ritratto di Donna Acida. Miscelando la sua palette, Gilbert che crea la luce facendo uhm considerando la valenza, uhm si potrà far danzare insieme questi blu democratici quanto esattamente importa la materia. Amsterdam era meglio. Dovrebbe limitarsi ai nudi di città. La donna affamata con la sua carne e il sedere e le mammelle e tutto il resto. Carne. E ti fissa, caustica la bocca. Adagiata sul fianco, la fronte fusa in un braccio carnoso. Gemiti. Ti prego non dipingermi più di blu.

Heather McGowan, Schooling, Nutrimenti, traduzione di Marco Bertoli